Parigi dimentica i diritti umani e firma con Pechino accordi commerciali per 20 miliardi

Pubblicato il 4 Novembre 2010 21:43 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 1:14

La riconciliazione tra Parigi e Pechino è stata siglata oggi con la firma di contratti per più di 20 miliardi di dollari (stimati a 16 miliardi di euro circa dall’Eliseo), che cancellano gli screzi nati sulla questione del Tibet e del Dalai Lama.

I piu’ ricchi sono stati firmati nel settore dell’aeronautica (Airbus) e del nucleare (Areva). Il costruttore Airbus ha stretto accordi per vendere 102 apparecchi (di cui 50 A320, 42 A330 e 10 A350) ad alcune compagnie cinesi, l’Air China, la China Eastern e la China Southern. Valore totale: 14 miliardi di dollari.

Da parte sua, il gruppo nucleare Areva fornirà nell’arco di dieci anni 20.000 tonnellate di uranio arricchito al partner cinese China Guangdong Nuclear Power Company (CGNPC) per circa 3,5 miliardi di dollari (circa 2,5 miliardi di euro).

Il gruppo Total sta a sua volta progettando un investimento fra i 2,8 ed i 3,2 miliardi di dollari (tra i 2 ed i 3 miliardi di euro) per una fabbrica petrolchimica in Cina. Un pre-accordo è stato infatti firmato oggi tra Total ed il gruppo cinese China Power Investment Corporation (CPI), uno dei primi cinque gruppi energetici del Paese, per la costruzione di una fabbrica di trasformazione del carbone in prodotti petrolchimici.

Ad aprire già stamane la serie dei mega-contratti era stato, ancora prima dell’arrivo del presidente cinese, il gruppo di forniture tlc franco-americano Alcatel-Lucent che ha annunciato la firma di tre contratti con gli operatori China Mobile, China Telecom e China Unicom. Valore: 1,1 miliardi di dollari.

Intanto la Cina ha fatto sapere oggi di voler raddoppiare gli scambi commerciali con la Francia nei prossimi cinque anni, per un ammontare di 80 miliardi di dollari all’anno (contro i 40 miliardi circa attuali).