Francia, contro la riforma delle pensioni blocco delle raffinerie: benzina a rischio

Pubblicato il 13 Ottobre 2010 19:38 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2010 21:17

Tutti i francesi pensavano che sarebbero stati i treni a bloccare il Paese contro la riforma previdenziale voluta da Nicolas Sarkozy, e invece a guidare la protesta ad oltranza sono le raffinerie. Dieci su 12 stanno chiudendo i rubinetti, fra una settimana potrebbe mancare il carburante.

Il presidente Sarkozy non molla, esclude ulteriori concessioni e attacca frontalmente la ex avversaria delle presidenziali, la socialista Segolene Royal, accusandola di spingere ”irresponsabilmente” i giovani in piazza.

Alla fine della guerra delle pensioni vinceranno entrambi, Eliseo e sindacati, ma entrambi saranno ”vincitori senza trofei”, osserva oggi in prima pagina il quotidiano Le Monde. Sarkozy porterà a casa la riforma che alza da 60 a 62 l’età per andare in pensione con il minimo, che è ormai in dirittura d’arrivo in Parlamento. Il sindacato e la sinistra renderanno ancora più impopolare un esecutivo che, dopo la vittoria contro i manifestanti e i lavoratori, potrebbe ritrovarsi a un anno dalle presidenziali con una china troppo difficile da risalire.

La strategia del sindacato è chiara: se cinque manifestazioni ”monstre” – l’ultima di ieri, 12 ottobre, con dati da record (3,5 milioni per gli organizzatori, 1,2 milioni per la polizia) -non sono bastate, è ora di ”azionare la leva economica”. Lo spiega con un esempio Yvon Scornet, un responsabile del sindacato più duro, la Cgt, alla Total: ”Con le raffinerie possiamo bloccare in due giorni i rifornimenti di carburante di tutto il Paese”.

Certo, l’orizzonte è quello della prossima settimana e i petrolieri si sono affrettati a rassicurare ricordando che in caso di penuria dispongono di stock d’emergenza per 24 giorni. Lo scenario è però di quelli poco gradevoli alle soglie dell’inverno, per non parlare dei riflessi condizionati di una categoria come quella degli automobilisti, già oggi osservati qui e là far riserve di benzina.

Sul piano dei trasporti, lo sciopero è stato un po’ meno seguito di ieri, a Parigi quasi impercettibile, più duro quello dei treni regionali. E’ stato prorogato anche domani, 14 ottobre, ma l’attenzione è soprattutto agli sviluppi nelle raffinerie.

Sarkozy ha ribadito che con le pensioni si va fino in fondo, che ”fino all’ultimo minuto” della sua presidenza farà riforme e che di ulteriori concessioni non se ne parla. Poi ha criticato duramente la Royal accusandola di fomentare i giovani spingendoli alla protesta, come hanno fatto ieri e come – se seguiranno l’invito del sindacato – continueranno a fare da domani: ”Non si può essere candidati alle presidenziali – ha detto il capo dell’Eliseo – e chiedere seriamente a ragazzi di 16 anni di manifestare per una pensione che li riguarderà fra mezzo secolo”. Immediata la replica di Segolene: ”Non li ho mai chiamati a manifestare in piazza, al contrario ho fatto appello alla prudenza, ho consigliato loro di protestare in modo pacifico”.