Francia. Tutti in piazza contro la riforma delle pensioni, lo slogan: “Sarkozy razzista”

Pubblicato il 23 Settembre 2010 20:08 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2010 21:10

Nicolas Sarkozy

E’ guerra di cifre sull’adesione allo sciopero generale e alle proteste indette oggi in Francia per fermare la riforma delle pensioni, uno dei provvedimenti chiave del presidente Nicolas Sarkozy. I sindacati gridano vittoria rivendicando 3 milioni di partecipanti, mentre il governo ne conta meno di un milione.

Per la seconda volta in meno di tre settimane, i lavoratori transalpini hanno incrociato le braccia contro la riforma previdenziale, che prevede, tra l’altro, l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile da 60 a 62 anni entro il 2018. Un testo che è già  stato adottato in prima lettura dall’Assemblea nazionale e che dovrà passare al vaglio del Senato il prossimo 5 ottobre. In testa al corteo parigino, Francois Chereque, segretario generale del sindacato CFDT, ha detto che la scommessa è ”vinta”.

”Ora – ha aggiunto – ci attendiamo che il governo decida di rivedere la riforma e ne costruisca un’altra”. Di diverso parere il portavoce del governo Luc Chatel, secondo cui ”oggi la tendenza è che c’è stata una diminuzione sia del numero degli scioperanti sia del numero dei manifestanti”. Obiettivo dei sindacati era superare lo score ottenuto nel corso della precedente mobilitazione, lo scorso 7 settembre, a cui hanno partecipato oltre 1 milione di persone (2,7 milioni secondo la CGT, il primo sindacato del Paese). Numeri che secondo le parti sociali sono stati oggi ampiamente superati: tanto che la CGT parla di 3 milioni di persone. Mentre la polizia ne conta 997.000.

A Parigi, si sono sentiti slogan come ”Sarkozy vai in pensione, razzista!”. Un riferimento alle polemiche scoppiate per il giro di vite contro nomadi e Rom. Il corteo parigino, il principale dei 231 organizzati in tutta la Francia, ha visto riunite – secondo i sindacati – 300.000 persone, 30.000 in più rispetto al 7 settembre. Per la polizia, sono state 65.000. Divario ancora più clamoroso a Marsiglia: 22.000 per la polizia, 220.000 per i sindacati.

Mentre la candidata socialista alle presidenziali del 2007, Segolene Royal, denuncia una ”manipolazione” dei dati da parte dell’Eliseo. Lo sciopero ha causato forti disagi nel trasporto aereo e in misura minore in quello ferroviario e nella metropolitana parigina. Ad incrociare le braccia, anche parte della funzione pubblica e il mondo della scuola. Sarkozy, sembra comunque non voler cedere sull’impianto della riforma, anche se al termine dello sciopero di inizio settembre aveva concesso qualche ”aggiustamento”. Secondo diversi osservatori, il presidente potrebbe fare ora un nuovo gesto, in particolare, a favore dei disabili, delle donne o degli anziani disoccupati.