Frontiere chiuse? Il re del pinot nero noleggia un jet per portare in Italia le potatrici rumene

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2020 10:23 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2020 10:23
Frontiere chiuse? Il re del pinot nero noleggia un jet per portare in Italia le potatrici rumene

Frontiere chiuse: potatrici rumene nelle vigne dell’Alto Adige (Ansa)

ROMA – È stato necessario affittare un jet privato per portare in Italia le collaboratrici stagionali in arrivo dalla Romania.

È quanto è toccato all’azienda vitivinicola “J. Hofstätter” di Termeno, nota per i suoi Pinot Nero e Gewürztraminer.

Potatrici rumene bloccate alla frontiera ungherese

Il via libera della Commissione europea al “corridoio verde” per la circolazione nell’Ue dei lavoratori stagionali in agricoltura sembrava sufficiente, ma, arrivate alla frontiera con l’Ungheria, le otto storiche collaboratrici rumene dell’azienda altoatesina, guidata da Martin Foradori Hofstätter, si sono invece viste negare il permesso di transito verso l’Italia.

“Abbiamo cercato di risolvere il problema in ogni modo ma senza esito positivo.

Così dopo due settimane di telefonate, contatti con politici locali, di Roma e dell’Ue, ci siamo visti costretti ad organizzare un jet privato dall’aeroporto di Bolzano a Cluj per portarle in Italia.

È stata una spesa non indifferente e forse anche folle ma senza questo il futuro delle mie vigne sarebbe stato segnato”, così Foradori Hofstätter.

Martin Foradori Hofstätter sottolinea anche l’assenza di misure strategiche attuate ad esempio in altri Paesi dell’Ue.

“In Germania le procedure sono molto più chiare e snelle.

In Italia non siamo stati capaci nemmeno di copiare le misure intelligenti messe in atto da altri Paesi della Ue“.

“Italiani? Dopo due ore mollano, troppa fatica”

Ma l’imprenditore non poteva far ricorso alla manodopera nazionale, ai disoccupati italiani?

E’ una domanda che ricorre: sollecitato dal Corriere della Sera, Hofstätter rivela quanto già si sospettava.

Qualcuno potrebbe obiettare che mi sarei potuto rivolgere ai numerosi disoccupati presenti nel territorio — risponde il vignaiolo — ma non è così.

Ci abbiamo anche provato ma chi abbiamo ingaggiato per fare una prova dopo due ore se ne è andato “perché il lavoro era troppo faticoso”!». (fonte Ansa)