Economia

Fuga dai mercati emergenti: giù bond e valute in Asia

borsa-thailandiaNEW YORK – Accelera la ‘fuga’ dai mercati emergenti: le vendite sulle piazze del sud est asiatico sono aumentate con il nuovo anno, con un impatto sulle valute in forte calo e sui rendimenti dei bond.

Le maggiori banche di Wall Street, da JPMorgan a Goldman Sachs, raccomandano ai propri investitori di ridurre gli investimenti nei paesi in via di sviluppo, prevedendo performance deludenti di titoli, bond e valute nei prossimi dieci anni, mettendo così in evidenza come, a loro avviso, la fuga iniziata lo scorso anno non sia solo momentanea.

A spingere le vendite le proteste in corso nei paesi emergenti, i timori sull’esito delle prossime elezioni e le deboli prospettive di crescita. La ‘fuga’ è iniziata sui mesi fa, quando i fondi stranieri hanno avviato la grande ritirata dopo che la Fed ha segnalato per la prima volta la possibilità di un freno agli stimoli all’economia, che hanno inondato i mercati emergenti di cash. Un fenomeno che ha costretto diversi governi e banche centrali asiatiche a mettere in campo misure per attirare capitali.

Ma nonostante i migliori indicatori economici recenti, incluso l’andamento della bilancia commerciale che tipicamente rafforza le valute, le vendite non si sono fermate. Gli investitori stanno ora esaminando le proteste sulle strade di Bangkok e il crescente malcontento in Cambogia e Bangladesh. Le prossime elezioni in Indonesia e in Thailandia sono un altro motivo di preoccupazione, perchè rischiano di ritardare ulteriormente azioni politiche, facendo da deterrente agli investitori. Nell’ultimo mese le valute dell’area hanno perso fra il 2,5% e il 4% contro il dollaro, dopo che la rupia indonesiana è scesa di oltre il 20% nel 2013. Nei primi giorni di scambi del 2014, il bath thailandese ha già perso l’1,3% e il peso filippino l’1%.

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