‘Too big to fail’: al G20 si lavora alla lista, dentro anche Unicredit e Banca Intesa

Pubblicato il 10 Novembre 2010 9:06 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 9:06

I negoziati sul ”too big to fail” sembrano essere in dirittura d’arrivo. Il G20, infatti, si preparerebbe a stilare una lista di venti banche a rischio sistemico, il cui fallimento avrebbe delle ripercussioni a livello mondiale.

Lo scrive il Financial Times, spiegando che i Grandi della terra inviteranno tutte le autorità di vigilanza del settore finanziario ad alzare il livello di attenzione. Tra le banche ”too big to fail” (troppo grandi per fallire) secondo il quotidiano finanziario ci sono una banca tedesca (Deutsche Bank), alcune banche statunitensi (Bank of America-Merrill Lynch, Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley), alcune britanniche (Barclays, HSBC, Royal Bank of Scotland, Standard Chartered), una canadese (RBC), due spagnole (Santander, BBVA), alcune banche francesi (BNP Paribas, Societé Generale), alcune italiane (Banca Intesa, UniCredit), alcune giapponesi (Mitsubishi UFJ, Mizuho, Nomura, Sumitomo Mitsui), una olandese (ING) e alcune svizzere (Credit Suisse, UBS).

Ma la lista – scrive sempre l’autorevole quotidiano della City – potrebbe ancora subire variazioni.