Gasdotto EastMed, Italia blocca anche questo. Salvini sì, M5s no: è Tav 2

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Marzo 2019 12:57 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2019 14:57
Gasdotto EastMed, l'Italia blocca anche questo. Salvini sì, M5s no: è Tav 2

Gasdotto EastMed, Italia blocca anche questo. Salvini sì, M5s no: è Tav 2 (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Gasdotto EastMed, Italia blocca anche questo. E lo blocca con la stessa tattica applicata alla Tav: rinviare all’infinito, non farsi trovare, buttare la palla in tribuna. Si doveva, si dovrebbe dare il via al gasdotto entro marzo. Ma la Ue e gli altri paesi interessanti fanno sapere che il governo di Roma, in particolare il ministero di Di Maio gioca a nascondersi, nicchia, si dà…malato, occupato? Comunque Roma ritarda e non si fa trovare dicono concordi la Ue che finanzia l’opera e Israele e Cipro e la Grecia.

Dopo Tav e Tap tocca al gasdotto EastMed Poseidon, quello che dovrebbe portare il gas estratto nei giacimenti marini tra Israele e Cipro in Europa passando prima per la Grecia e poi per l’Italia, peraltro raggiungendo l’obiettivo di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e allentare la dipendenza dalla Russia. Il governo italiano, che nel 2017 con il ministro Calenda aveva aderito all’impegno transnazionale, ora non dice né sì né no, ma intanto si è rimangiato la parola e ha bloccato l’opera, chiedendo tempo per ulteriori approfondimenti. Un’altra analisi costi-benefici?

Il gasdotto lungo duemila chilometri (1300 sottomarini) se si comincia a costruirlo tra cinque anni poterà il gas dai bacini appunto del Mediterraneo orientale (acque tra Israele e Cipro) fino a Creta, poi la Grecia e quindi l’Italia. Pagato in parte dalla Unione Europea, pagato in notevole parte dagli altri Stati interessati, molto difficile sostenere che EastMed Poseidon sia uno spreco di denaro. E’ sicuramente economicamente investimento redditizio. Investimento a costo relativamente basso.

Ma per M5S gasdotto EastMed porta con sé gravissimo peccato: porta il gas nel luogo di approdo chiamato Puglia. E qui M5S ha già dovuto subire la non chiusura di Ilva e la non cancellazione del Tap. Quindi M5S non ci sta e blocca. Salvini fa sapere che per lui il gasdotto è ottima e buona cosa. M5S pensa sia pessima e cattiva cosa. Così il governo di Roma si blocca e blocca il gasdotto, come la Tav. Stessa scena, stesso film.

Con ancora una volta l’Italia che si rimangia, si chiama fuori da accordi internazionali sottoscritti. Chi si fiderà più a fare un accordo con gli italiani se gli italiani si danno questa libertà e licenza di stracciare gli accordi se gli gira? La domanda con relativa pessimisti risposta l’ha formulata Tria ministro di questo governo. Di questo governo, non di quelli di prima. 

Governo italiano che non metterà la sua firma sull’intesa multilaterale prevista per fine marzo, non ci sarà la firma ad onorare gli impegni e la credibilità italiani. In effetti si tratta di un “film già visto”, segnala Marco Bresolin su La Stampa. 

Fonte La Stampa.