Economia

General Motors: depositati i documenti per la quotazione in Borsa

A poco piu’ di un anno dall’uscita dalla bancarotta (era il luglio 2009), General Motors deposita alla Sec la propria domanda per essere riammessa in Borsa, avviando di fatto il processo per svincolarsi dal controllo del Governo, che attualmente detiene il 60,8% della casa automobilistica. Gm non precisa, nelle 734 pagine di documentazione presentata, ne’ il numero di azioni che intende cedere ne’ il range di prezzo, ma l’ipo del colosso di Detroit ha tutte le carte in regola per essere una maxi-quotazione: secondo indiscrezioni l’offerta potrebbe arrivare a raccogliere fra i 16 e i 20 miliardi di dollari, e divenire la seconda nella storia americana dopo quella di Visa nel 2008 che raccolse 19 miliardi di dollari.

”L’ammontare delle azioni offerte sara’ determinato dalle condizioni di mercato e da altri fattori” spiega Gm. Non definito neanche l’ammontare delle azioni che il Tesoro cedera’, ma secondo rumors riportati dalla stampa americana il dipartimento guidato da Timothy Geithner potrebbe vendere una quota compresa fra l’11% e il 20% dei 304 milioni di titoli di Gm in suo possesso, scendendo quindi sotto il 50% della casa automobilistica. I contribuenti ”continueranno a mantenere un interesse sostanziale” nella societa’, aggiunge Gm. Il Tesoro si riserva il diritto, in ogni momento, di decidere se e a quale livello prendere parte all’offerta” precisa il Dipartimento, mettendo in evidenza che nell’offerta non rientreranno i 2,1 miliardi di dollari di aizoni privilegiate che controlla nella casa di Detroit.

Nella documentazione presentata Gm chiede di essere quotata al Nyse e al Toronto Stock Exchange, e sottolinea che l’offerta riguardera’ sia titoli ordinari sia privilegiati. Al momento – si legge nel prospetto – non c’e’ alcun piano di distribuzione dei dividendi per le azioni ordinarie. Fra le banche sottoscrittrici dell’initial public offering (ipo) figurano Goldman Sachs, JP Morgan, RBC Capital, Ubs, Credit Suisse, Bank of America e Deutsche Bank. Nella richiesta Gm illustra anche i rischi a cui va incontro, fra questi il fatto che non ci sia assicurazione che la ripresa delle vendite di auto prosegua: la capacita’ di Gm di essere redditizia nel lungo termine – osserva la casa automobilistica – dipende dalla capaicta’ di sedurre i clienti, nei quali e’ necessario indurre un cambiamento nella percezione dei marchi del gruppo, e puntare maggiormente sulle auto piu’ ecologiche.

Anche la ristrutturazione della divisione europea figura fra i rischi, insieme al fatto che diversi topo manager della societa’ provengono da fuori l’industria dell’auto e non hanno esperienza nel settore. Gm prevede che nel 2014 la sua quota di mercato globale salira’ al 12,2%, dopo essersi attestata all’11,9% quest’anno (9,5% la quota europea). Il successo dell’ipo e’ fondamentale per Gm per iniziare a restituire al governo americano i soldi ottenuti.

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