Generali, scoppia il caso Bolloré. Geronzi si allontana dai francesi

Pubblicato il 18 Marzo 2011 19:17 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2011 19:17

ROMA – Scoppia il caso Bolloré: l’astensione delll’imprenditore francese dal voto sul bilancio 2010 del Leone ha scatenato dubbi sull’alleanza con i cechi di Ppf, e provocato uno strappo nel cda. Il resto del consiglio ha infatti approvato una mozione in cui si è ribadita la strategicità della joint venture, anche alla luce dei risultati che porta.

A differenza del consigliere indipendente Diego Della Valle e della sua polemica con il presidente Cesare Geronzi, l’opposizione dell’imprenditore bretone si è concretizzata nell’opposizione all’amministratore delegato Giovanni Perissinotto. Neppure Geronzi e il vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone hanno sostenuto Bolloré.

Più che una vera polemica sull’alleanza nell’Est delle Generali, la mossa del vice presidente Generali, capofila dei soci francesi di Mediobanca, è parsa come un ballon d’essai sul consenso attorno alla gestione e al management della compagnia.

Ricordando il presunto conflitto d’interessi che, secondo Tarek Ben Ammar, riguarderebbe Diego Della Valle in quanto azionista di Rcs Mediagroup, Mucchetti sottolinea che forse si potrebbe parlare di conflitto d’interessi anche per quanto riguarda Bolloré che, da vicepresidente senza azioni di Generali, investe in Premafin-FonSai in alleanza organica, rilevata dalla Consob, con l’assicurazione francese Groupama, altro membro rilevante della cordata francese in Mediobanca e concorrente del Leone.

La situazione dei francesi in Mediobanca, scrive Mucchetti, “imbarazza tutti”. Né la scalata di Groupama in Premafin-Fonsai,né la mossa di Bolloré in Generali per una fusioni con il francese Axa sono riusciti. Secondo quanto scrive Mucchetti, perché nessuna delle due godeva del favore di Mediobanca.

Per il resto, il consiglio Generali ha ufficializzato un rimpasto nei comitati, dopo le dimissioni di Leonardo Del Vecchio che tra l’altro non verrà reintegrato nel Cda. Nell’esecutivo è entrato Angelo Miglietta, segretario della fondazione Crt ed espressione in consiglio anche dei soci Ferak.

Nel comitato per le remunerazioni va Francesco Saverio Vinci. Al posto di Miglietta nel comitato per il controllo interno e in quello per la valutazione delle operazioni con parti correlate andrà invece Cesare Calari. La convocazione dell’assemblea degli azionisti, che come da tradizione si terrà il 30 aprile, riserva poi una rivoluzione nella storia delle Generali, visto che si vuol mettere la parola fine alla tradizione della lista del Cda stesso, per il rinnovo degli organi.

All’assemblea, ha spiegato Generali, verrà proposto invece di riservare ai soli azionisti il diritto di presentare liste per la nomina degli organi di amministrazione e controllo e di ridefinire il funzionamento del consiglio generale.