Generali. Bolloré scatena il salotto. Pelliccioli e i veneti con Della Valle contro Geronzi

Pubblicato il 20 Marzo 2011 22:18 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2011 22:18

MILANO – Il ruolo del riccone francese Vincent Bolloré nelle vicende dell’alta finanza italiana ha riscaldato l’atmosfera degli ex salotti buoni italiani. Bolloré non è un miliardario qualunque: possiede il 5% di Mediobanca, di cui è consigliere e componente del comitato esecutivo ed è vice presidente delle Generali.

La vicenda ha fatto salire la temperatura già alta da un po’ di tempo per effetto delle incursioni verbali del magnate italiano delle scarpe Tod’s, Diego Della Valle, su Corriere della Sera e Generali.

L’ultima puntata della saga si è aperta sabato 19 Marzo con l’intervista data da Bolloré al Corriere della Sera, in cui ha spiegato perché pochi giorni prima si fosse astenuto dal votare sul bilancio del 2010 delle Generali.

Intervistato da Giuliana Ferraino, Bolloré ha detto: “Quando le cose non sono chiare, il dovere di un amministratore è di dirlo in consiglio e se non è seguito da altri, di astenersi, anche se ciò non fa piacere a una manciata di personaggi influenti”.  Non è vero, ha detto Bolloré, che porta “scompiglio nelle Generali per vendere meglio” le sue azioni Mediobanca: ci sono state lettere dell’Isvap, l’Istituto che controlla le assicurazioni private,  e le dimissioni di Leonardo Del Vecchio, principale azionista di Luxottica.

Al centro della polemica c’è l’espansione delle Generali nei paesi dell’Est europeo. Bolloré si è detto d’accordo sulle linee strategiche, ma non ha risparmiato critiche al management e “dubbi sugli accordi passati con Ppf [la joint venture con il ceco Petr Kellner]”, che giudica “squilibrati”. Di più: “Un nuovo investimento importante di parecchie centinaia di milioni è stato realizzato in una società [lo 0,9% della banca russa Vtb] che Bolloré giudica “sopravvalutata”: “Per me le grandi aziende italiane quotate in Borsa non sono e non devono diventare luoghi non collegiali o non trasparenti in cui qualcuno gestisce le cose a modo suo”, menre, sull’affare Vtb, solo “dopo molte discussioni difficili, il management ha infine accettato di aggiungere nelle ultime righe del comunicato che l’impegno di Generali rappresenta potenzialmente 3 miliardi di euro per uscire. Non è una piccola somma per un Paese straniero e con una partita collegata. Questo meritava una discussione” e indica necessità, secondo Bolloré, di “più trasparenza”.