Generali. Della Valle all’attacco: “Geronzi si dovrebbe vergognare”

Pubblicato il 10 Marzo 2011 20:55 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2011 21:07

ROMA –  Diego Della Valle ancora all’attacco contro il presidente di Generali Cesare Geronzi: ”Farebbe bene a vergognarsi per il comportamento che sta tenendo e per l’imbarazzo in cui sta mettendo la societa’ e le persone che ci lavorano”.

E’ quanto sostiene in una nota diffusa a commento dell’intervista di Tarak Ben Ammar pubblicata dal Corriere della sera. “Della Valle a Rcs? Vedo qualche conflitto d’interesse”, ha detto l’imprenditore francotunisino consigliere di Mediobanca e di Telecom, amico di Silvio Berlusconi.

In un’intervista a Paolo Madron Ben Ammar ha dato un parere negativo sulla lite a distanza tra Della Valle e Geronzi: “Non amo la polemica pubblica tra un presidente e un amministratore, i panni sporchi si lavano in famiglia”. E su Della Valle  ha aggiunto: “Ma perché dice di credere nel futuro della Rcs e di essere pronto a investirci più soldi e poi chiede a Generali, che di Rcs è azionista, di venderà la sua quota? Mi sembra un controsenso”.

In difesa di Geronzi, l’imprenditore tunisino ha affermato: “In Generali il potere operativo lo ha Giovanni Perissinotto, non Geronzi. Leggo sui vostri giornali che alcuni amministratori si stanno interrogando sulla congruità di certe operazioni fatte in Russia e con il finanziere Kellner. Se fossi Della Valle mi preoccuperei più di quelle che di Rcs…La partecipazione della compagnia in Rcs risale a molto tempo prima che Geronzi ne diventasse presidente. Sul tema poi penso che Diego potrebbe essere sospettato di un piccolo conflitto di interessi”.

E ancora: “Lui è azionista di Rcs, ma non di Generali. Come amministratore di Generali ha diritto di parlare, ma in consiglio. E come socio di Rcs può parlare, ma non alimentare il sospetto di farlo per il proprio interesse. Anche se ammetto che la società convive con un peccato originale: l’avere un patto di sindacato che vincola quasi il 70% delle azioni di una compagine con troppi soci”.