Generali, cda tesissimo dopo l’addio di Del Vecchio: all’esame del board anche i poteri di Geronzi

Pubblicato il 23 Febbraio 2011 13:09 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2011 13:10

Cesare Geronzi

ROMA – L’eco delle dimissioni di Leonardo Del Vecchio da consigliere delle Generali in polemica con Cesare Geronzi varca i confini nazionali. Gli investitori, anche esteri, registrano come una cattiva notizia il passo indietro del patron di Luxottica e temono un indebolimento della governance del Leone. Sarà proprio la governance a tenere banco nel Cda di oggi.

Le prerogative del presidente Cesare Geronzi, già in teoria circoscritte dalle regole di governo del gruppo, rischiano di finire sul banco degli imputati nella riunione in programma in mattinata a Roma.

Perde peso invece il nodo della quota in Rcs, mentre sono confermate le attese secondo le quali potrebbe essere sollevata la questione di chi deve rappresentare la compagnia nei patti, oltre che nella società editoriale, in Mediobanca e Pirelli, i salotti della finanza dove oggi siede il banchiere romano.

Su Rcs intanto è intervenuto Giovanni Bazoli, presidente di Mittel e del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, dopo la richiesta di vendere il 3,7% nella società del Corriere della Sera fatta dal consigliere di Generali, Diego della Valle, che si è detto anche interessato a salire. ”Non è in previsione né per Mittel, né per altri un mutamento dell’ambito dell’azionariato Rcs. Poi tutto può avvenire ma richiede un consenso unanime dei partecipanti”, ha osservato Bazoli, rispondendo alla domanda di un socio che durante l’assemblea della finanziaria gli ha chiesto se la finanziaria potrebbe acquistare quote di Rcs da Trieste se il Leone decidesse di vendere.

Ma sono i rapporti di forza ai piani alti di Generali a essere oggi sotto osservazione, anche sul mercato. ”I problemi di governance rischiano di penalizzare il titolo in quanto il mercato vorrebbe il management concentrato solo sul business”, sottolinea in un report Equita che paventa anche il rischio che Del Vecchio venda la sua quota, poco inferiore al 2%. Tema peraltro non di attualità secondo fonti vicine all’imprenditore.

”Complessivamente c’è un rischio che peggiori la governance già debole delle Generali minacciando le future decisioni strategiche della compagnia assicurativa”, scrive invece Cheuvreux commentando la notizia delle dimissioni del presidente di Luxottica, mentre gli analisti di Banca Leonardo vedono il passo indietro come una notizia ”negativa”: imprenditori che hanno creato le proprie fortune ”come Del Vecchio e Della Valle”, osservano, avrebbero potuto dare un contributo costruttivo alle strategie del gruppo, perché sono ”abituati a mercati globali e all’internazionalizzazione”.