Economia

Generali porta in tribunale l’ex ad Perissinotto: ok dal Cda

Giovanni Perissinotto

Giovanni Perissinotto

MILANO – Il Consiglio d’amministrazione di Generali ha dato mandato all’amministratore delegato Mario Greco di avviare immediatamente azioni risarcitorie e di responsabilità contro gli ex vertici Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti.

Nella nota diffusa dalla compagnia viene sottolineato che ”al fine di tutelare con massima rapidità ed efficacia gli interessi patrimoniali della società, al Group Ceo è stato dato mandato di intraprendere le azioni giudiziarie, in sede giuslavoristica, volte a impugnare e contestare gli accordi risolutivi dei rapporti di lavoro conclusi con Giovanni Perissinotto e Raffaele Agrusti, all’estinzione dei titoli vantati da Raffaele Agrusti nei confronti della società, al recupero delle somme pagate a Giovanni Perissinotto, nonché – per entrambi – alla richiesta di risarcimento dei danni subiti a causa dell’inadempimento degli obblighi derivanti dai rispettivi rapporti di lavoro subordinato, adottando allo scopo ogni opportuna misura, iniziativa e azione”.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre ”deliberato di lasciare impregiudicata, allo stato degli atti e delle conoscenze, ogni facoltà in ordine all’avvio davanti alle sedi competenti di ogni altra iniziativa volta al ristoro di tutti i danni subiti”.

E’ piuttosto rara una mossa del genere che, in una compagnia come Generali, rischia di attirare tanta pubblicità negativa. Tutto nasce quando l’attuale ad Mauro Greco decide di attuare una specie di due diligence sulla gestione passata. E qualcosa non torna, in particolare, spiegava pochi giorni fa Affari e Finanza nel pezzo ripreso da Dagospia, su

possibili profili di irregolarità su alcuni investimenti di Generali, in particolare con i soci veneti di Palladio e Finint, per i quali non erano state rispettate le procedure di governance previste. Di fatto, o il vecchio consiglio d’amministrazione non era stato informato o ciò era avvenuto con alcuni sostanziali omissis. La materia riveste una particolare delicatezza perché dietro queste operazioni potrebbe nascondersi – secondo una ricostruzione accreditata anche dall’indagine della magistratura nella persona del pm Federico Frezza, di cui Affari & Finanza aveva già dato per prima la notizia, nel numero 40 del 2 dicembre scorso – la volontà da parte del vecchio management di crearsi un nucleo di azionisti di Generali a lui vicino.

L’ex direttore finanziario delle Generali Raffaele Agrusti definisce ”sconcertante e singolare” la decisione della compagnia che lo riguarda. I fatti a fondamento delle azioni risarcitorie e giuslavoristiche, nota, ”erano già noti” quando venne concordata la sua uscita dal gruppo.

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