Genova, salta proroga allo stop tasse per crollo ponte Morandi. La denuncia di Pinotti (Pd)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 gennaio 2019 11:33 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2019 11:33
Genova, salta proroga allo stop tasse per crollo ponte Morandi. La denuncia di Pinotti (Pd)

Genova, salta proroga allo stop tasse per crollo ponte Morandi. La denuncia di Pinotti (Pd)

ROMA – “Con la tagliola di inammissibilità del Senato, salta anche la proroga della sospensione dei tributi e dei contributi per il 2019 per i cittadini e per le aziende colpiti dal crollo del Ponte Morandi“.

Lo dice la senatrice genovese del Pd Roberta Pinotti che ricorda: “Noi avevamo chiesto che questa norma rientrasse nella legge di Bilancio, la sua sede naturale, e a questo punto il problema sarebbe già risolto. M5s e Lega hanno rinviato ancora, scegliendo il decreto semplificazione, la sede non idonea, per un emendamento con cui si stava cercando di correre ai ripari. Di Maio e Salvini sono venuti a Genova a prendere gli applausi, ma a parte gli annunci non sono in grado di passare dalle parole ai fatti. Questa mancata proroga rischia di mettere in ginocchio una città che con molta dignità sta cercando di risollevarsi, dopo la tragedia dell’estate scorsa. Ora – conclude Pinotti – ci auguriamo che il governo trovi una soluzione immediata, perché le famiglie e le imprese di Genova non meritano tutto questo”.

Casellati: no a emendamenti non riconducibili alle finalità del decreto. Il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ha seguito la stella polare dell’aderenza alla Costituzione e alle sentenze della Corte costituzionale nel decidere l’ammissibilità o no degli emendamenti al decreto semplificazioni.

In presenza di un provvedimento dal cosiddetto oggetto plurimo (Omnibus) la Presidenza, come indicato dalla giurisprudenza dalla Corte costituzionale (recentemente, ad esempio, nella sentenza n. 32 del 2014) ha esaminato la proponibilità degli emendamenti valutandone il collegamento con la “ratio dominante” del decreto-legge.

Sono stati pertanto ritenuti proponibili – ha spiegato il presidente in Aula – gli emendamenti che introducono misure di sostegno, semplificazione, modernizzazione per i soggetti economici, per la pubblica amministrazione in generale nonché per l’azione pubblica, così come le proposte emendative concernenti modalità di semplificazione per l’esercizio o la tutela di posizioni giuridiche soggettive, in quanto in essi si ravvisa la necessaria coerenza rispetto al contenuto e alle finalità del provvedimento d’urgenza.

Risultano invece improponibili gli emendamenti che prevedono il conferimento di deleghe legislative. Sono state inoltre ritenute estranee all’oggetto del decreto-legge le proposte di modifica recanti disposizioni che non si traducono in misure di semplificazione o sostegno, ovvero che non siano riconducibili ad uno dei contenuti già disciplinati dal decreto-legge o alla sua ratio complessiva.