Genova, Tari sui box: “Va calcolato il quoziente più favorevole ai contribuenti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 novembre 2017 11:53 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2017 11:53
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Genova, Tari sui box: “Va calcolato il quoziente più favorevole ai contribuenti”

GENOVA –  Le associazioni dei consumatori liguri chiedono un confronto interno e un incontro urgente con l’assessore al Bilancio di Genova, Pietro Piciocchi, per capire qual è il calcolo della Tari più equo per i genovesi, dopo la circolare emanata lunedì dal ministero di Economia e Finanze per fare chiarezza sul calcolo della parte variabile della tassa per le utenze domestiche.

Il caso nasce dalla risposta a un’interrogazione presentata da un deputato del M5S, Giuseppe L’Abbate, che aveva sottolineato come per gli immobili di pertinenza delle abitazioni (per esempio box e cantine) la parte variabile della Tari era stata calcolata da alcuni Comuni più volte, moltiplicandola per ogni pertinenza, con il risultato che i cittadini si sono ritrovati a pagare tasse sui rifiuti più alte del dovuto.

La circolare ministeriale ribadisce il sistema di calcolo corretto per le pertinenze domestiche, ma non scioglie tutti i dubbi sull’operato del Comune di Genova, che considera le cantine utenze domestiche, applicando correttamente la Tari, mentre considera box e posti auto anche pertinenziali utenze non domestiche. Questo significa che la parte fissa e quella variabile della Tari vengono applicate senza tenere conto del numero dei componenti della famiglia, ma solo dei metri quadrati e della tipologia dell’immobile rispetto alla produzione di rifiuti, spiega Annamaria Coluccia sul Secolo XIX

Questa scelta, fatta dalle passate amministrazioni e confermata dall’attuale, è stata motivata con vari argomenti, fra cui la volontà di equiparare autorimesse e box che si equivalgono rispetto alla produzione di rifiuti, indipendentemente dal fatto che siano pertinenziali o meno. L’assessore Piciocchi aveva anche sottolineato che nessuna norma stabilisce che cosa i Comuni devono considerare pertinenze domestiche ai fini della Tari, e «la circolare del Mef – osserva – non aggiunge nulla a quello che già sapevamo. Io ho chiesto anche un parere all’Anci che ha confermato la piena legittimità del nostro sistema di calcolo».