Germania e Gran Bretagna shock: lacrime e sangue anti debito

Pubblicato il 7 Giugno 2010 16:51 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2010 16:54

Angela Merkel e David Cameron

Uscire dalla spirale del debito pubblico e tagliare l’organico della pubblica amministrazione: Germania e Gran Bretagna chiedono ai loro cittadini sacrifici pesanti per uscire dalla crisi e rilanciare l’economia.

I tedeschi, del resto, che la manovra in arrivo fosse dolorosa, in parte lo aspettavano. Ma, alla fine, la Merkel è andata oltre ogni previsione. Fino ad una mezz’ora prima dell’annuncio ufficiale, infatti, giornali e agenzie insistevano su di un provvedimento da 51 miliardi spalmato in sei anni di sacrifici. Poi la cancelliera ha gelato tutti annunciando una manovra da 80 miliardi che costringerà i tedeschi a pesanti sacrifici fino al 2016. Del resto il 2016 è per la Germania una data spartiacque: in Cosituzione è scritto che entro e non oltre quell’anno, infatti, si deve raggiungere il pareggio di bilancio. Obiettivo normale per una qualsiasi azienda, improbo per uno Stato, utopico se si considera che l’Europa, ad oggi, produce più debito che ricchezza.

Per ottenere il pareggio la Merkel chiede ai tedeschi sacrifici che fanno apparire “ultraleggera” la manovra di Tremonti (24 miliardi in due anni): la cancelliera ha già annunciato il taglio di 15000 posti di lavoro nella pubblica amministrazione.  Non solo: via libera ad una tassa  ecologica sui biglietti aerei e stop,  fino al 31 dicembre 2013, del progetto vinto dall’architetto italiano Franco Stella per la realizzazione del Castello di Berlino, un’opera dal costo preventivato di 522 milioni di euro.

Tempi cupi anche in Gran Bretagna dove il premier David Cameron ha annunciato che i tagli anticrisi saranno più “dolorosi” di quanto era stato previsto prima delle elezioni e faranno sentire il loro effetto “sull’intero stile di vita” dei britannici. Il premier ha accusato il precedente governo laburista di aver lasciato l’economia in uno “stato peggiore di quanto pensavamo” e di aver fatto precipitare il Paese in una “crisi del debito” investendo in maniera “irresponsabile” nel settore pubblico. “Uno spreco terribile di soldi – ha detto Cameron – questa è l’eredità che questa generazione potrebbe lasciare alla prossima”.

Per questo motivo, secondo Cameron,  affrontare i problema del deficit richiederà provvedimenti “inevitabilmente duri”: senza un’azione di questo tipo infatti, la Gran Bretagna rischierebbe di arrivare a versare fino a 70 miliardi di anni di interessi sui propri debiti entro il 2015. “Voglio che questo governo applichi il piano di riduzione del debito britannico in un modo che rafforzi e unisca il Paese”, ha affermato il premier, sottolineando che sebbene alcune decisioni “difficili” dovranno essere prese nei confrontI dei salari, delle pensioni e dei sussidi, la sanità e gli aiuti internazionale resteranno “protetti”.