La Germania è una nazione che invecchia sempre di più

Francesca Cavaliere
Pubblicato il 7 ottobre 2011 21:00 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2012 23:09

BERLINO- La popolazione della Germania invecchia, tanto che, come riporta il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine, sarebbe tra le più vecchie del mondo e, riferisce un altro giornale tedesco, la Bild, sarebbe seconda solo al Giappone.

La notizia data dai due giornali si basa su quanto comunicato mercoledì a Berlino dall’ufficio federale di statistica durante la presentazione del nuovo annuario che, con un rapporto dettagliato di circa 750 pagine, offrirebbe l’immagine di una nazione con una grande percentuale di anziani.

Come avrebbe detto Roderich Egeler, il presidente dell’istituto statistico durante la presentazione dei nuovi dati, in Germania ci sarebbero infatti 17 milioni di persone con più di 65 anni, cioè il 20 per cento dell’intera popolazione.

Fino al 1950 invece, quando le nascite rispetto ad oggi erano quasi il doppio ed arrivavano ad 1,1 milioni e nonostante la popolazione fosse inferiore ad oggi, le persone che cadevano in questa fascia di età erano solo il 10 per cento.

Per avere un’idea dello stato delle cose, si pensi che un maschio nato tra il 2007 ed il 2009 avrebbe un’aspettativa di vita di 77 anni ed una femmina di 83 anni, mentre all’inizio degli anni cinquanta, in Germania l’aspettativa di vita era da considerarsi di 13 o 14 anni più bassa.

Per fare un confronto con altri paesi del mondo e sulla base dei dati forniti dall’istituto tedesco, in India, dove la popolazione è giovane, oggi i nuovi nati sono 23 ogni 1000 abitanti, in America sono 14, in Francia 13,mentre in Germania sono solo 8 ogni 1000, quando qui, nel 1950 erano esattamente il doppio, cioè 16 ogni mille, tanti quanti in Brasile oggi.

Tuttavia, il picco negativo delle nascite in Germania è stato toccato nel 2009 con soli 665.000 nuovi nati, una quantità tanto bassa da non avere precedenti nei dati registrati.

Secondo le osservazioni riportate dal Frankfurter Allgemeine, questo tipo di sviluppo demografico, unitamente ad una aspettativa di vita crescente, ricondurrebbe al dibattito sul sistema pensionistico tedesco, dato che il calo delle nascite avrebbe fatto automaticamente diminuire i potenziali lavoratori in grado di finanziare le pensioni delle generazioni più vecchie.

Inoltre, la carenza di competenze specifiche tra i lavoratori tedeschi spingerebbe alla ricerca di personale specializzato proveniente dall’estero, fatto che potrebbe costituire una minaccia di tipo demografico che investe sia il campo della politica che quello dell’economia.

Sempre secondo i dati dell’ufficio federale di statistica infatti, le persone che vivono in Germania ma che sono di origine estera oppure hanno un genitore di origine straniera, costituiscono il 19 per cento della popolazione. Come avrebbe precisato Egeler, nove milioni di persone su 16 avrebbero passaporto tedesco, circa un terzo delle persone di origine straniera sarebbero nate in Germania, mentre due terzi sarebbero immigrati. Turchia, Polonia e Russia sarebbero le nazioni con il contributo maggiore di immigrati.

Nonostante i cambiamenti sociali degli ultimi decenni però,  le statistiche avrebbero registrato una costante riguardo alle professioni preferite delle femmine, che, come nel 1950, ancora oggi vorrebbero imparare la professione di venditrici al dettaglio.

Il più dei maschi invece, se nel 1950 avrebbe voluto imparare a fare il muratore, oggi vorrebbe imparare il mestiere di meccanico d’auto.

 

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