Germania/ Porsche diventa il decimo marchio del Gruppo Wolkswagen che raggiungerà un fatturato di 120 miliardi di euro

Pubblicato il 24 Luglio 2009 11:54 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2009 11:54

Ormai è deciso, Porsche diventerà il decimo marchio del Gruppo Wolkswagen e dalla fusione nascerà un gruppo con un fatturato di oltre 120 miliardi di euro. L’operazione dovrebbe avvenire entro la metà del 2011 con un esborso di 8 miliardi di euro e sarà sostenuta dagli azionisti della casa di Wolfsburg. Il nuovo gruppo ha l’ambizione di diventare il primo del mondo, superando la giapponese Toyota entro il 2018.

Pare così aver trovato una soluzione la straordinaria guerra famigliare dei Porsche. Ferdinand Piëch — nipote del mitico Ferdinand Porsche, progettista del Maggiolino du­rante il nazismo — ha vinto la battaglia che lo vede impegnato da decenni: la Porsche e la Volkswagen, di fatto inven­tate dal nonno, saranno finalmente uni­te in un solo gruppo sotto il controllo della famiglia, con l’ambizione di diven­tare, come si è detto,  il primo produttore mondiale.

Secondo gli analisti e gli esperti  del settore ci sarebbero però  anche degli sconfitti. Ha perso Wendelin 193330_DRE111_AP che si è di­messo da numero uno della casa di auto sportive, con una liquidazione di 50 mi­lioni di euro. Hanno perso gli azionisti di Volkswagen che dovranno comprare le attività di Porsche a suon di miliardi. Ha perso la Germania che, ancora una volta, ha visto fatte a pezzi le buone re­gole di un mercato finanziario. Al termine di una riunione di 15 ore che si è protratta nella notte tra mercole­dì e giovedì,  Wiedeking si è dimesso. È l’uomo che nel 1993 prese in mano le redini di una casa automobilisti­ca moribonda, Porsche, per trasformarla in una delle aziende più redditizie del set­tore. Ma è pure l’uomo che a un certo punto ha deciso di scalare la Volkswa­gen, 16 volte più grande, anche attraver­so l’uso spregiudicato delle opzioni di ac­quisto e l’utilizzo delle carenze regola­mentari caratteristiche della Borsa tede­sca. Nel farlo, ha realizzato profitti enor­mi sulla carta, grazie ai quali ha incassa­to bonus eccezionali (quasi 80 milioni l’anno scorso), ma ha poi dovuto consta­tare, quando la crisi finanziaria è esplosa lo scorso autunno, che Porsche era inde­bitata per oltre nove miliardi e le banche erano sempre più restie a darle credito. E per questo che si è corso ai ripari per trovare una soluzione che ora sembra finalmente individuata.