Germania. Società di acquisti di materie prime rare contro monopolio Cina

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 18 novembre 2010 5:35 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2012 0:53

C’è il pericolo di un’Opec dei minerali o di un’Opec dei minerali rari, così lo scorso martedì si è espresso  il ministro dell’economia tedesco Rainer Brüderle del partito liberale FDP nella capitale canadese Ottawa.

La Cina, che attualmente detiene il 97% del mercato mondiale delle materie prime rare, essenziali per la fabbricazione di alcuni prodotti high-tech – come i telefoni cellulari, i laser, pannelli solari e schermi piatti, ha occupato il mercato di esportazione con tariffe elevate  procurando incertezza in molti paesi sviluppati e, secondo la Federazione delle industrie tedesche (BDI – Bundesverbandes der Deutschen Industrie), le singole aziende sarebbero  già alle prese con carenze che minacciano una produzione regolare.

Come soluzione contro  questo monopolio, Brüderle avrebbe proposto all’industria tedesca di unire le forze nel settore degli appalti globali di materie prime o di acquisizione dei diritti minerari e di fare una società per azioni tedesca delle materie prime da intendersi soprattutto come un gruppo di lavoro.

Altrettanto importante dovrebbe essere il supporto del Canada perché questo Paese,  ha detto Hans-Joachim Kümmel, presidente dell’Istituto Federale per le Geoscienze e delle Risorse Naturali (BGR) che ha accompagnato Brüderle nel suo viaggio nel Paese nordamericano, ha risorse potenziali di materie prime rare utilizzabili tra pochi anni, infatti si stima che nel 2013 la produzione annuale aumenterà dalle 4000 alle 5000 tonnellate.

Il ministro dell’economia tedesco avrebbe anche sottolineato che il governo sarebbe in grado di assicurare le materie prime sia tramite contatti politici, che, se necessario, con l’intervento di finanziamenti statali.

L’interesse dell’industria siderurgica tedesca c’è, ha detto venerdì scorso a Dusseldorf  l’amministratore delegato della ThyssenKrupp, Ekkehard Schulz durante una riunione di settore.

Si potrebbe pensare ad una società quotata in borsa, dove, stante le valutazioni dell’amministratore delegato non potrebbe approdare prima di un anno, in cui il suo gruppo potrebbe acquisire una partecipazione minoritaria.

Oltre agli acquisti in comune, ha detto il manager, la società si dovrebbe occupare dello sviluppo delle risorse e dei diritti minerari.

Anche altre imprese siderurgiche avrebbero accarezzato l’idea di farsi coinvolgere e Schulz avrebbe chiesto un temporaneo coinvolgimento del governo federale riscontrando però un netto rifiuto da Berlino.

Il più grande gruppo al mondo dell’acciaio ArcelorMittal si sarebbe espresso con cautela: vogliamo informarci bene sui piani, ha detto il membro del consiglio di amministrazione Michel Wurth a margine della conferenza di settore di Dusseldorf

La Germania importa soprattutto materie prime come alluminio, ottone, rame, cobalto, nichel, titanio e silicone. Nel 2008  ha ne ha importato 8.300.000 tonnellate per un valore 1,1 miliardo di Euro. Il volume totale è di circa dieci miliardi di euro, il surplus delle esportazioni tedesche di due miliardi di euro.

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