Germania rischia la recessione. Fmi: Usa e Gb ok, Europa k.o.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2014 13:11 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2014 15:46
Fmi: ok Usa e Gb, male l'Europa

Christine Lagarde

BERLINO – La Germania rischia la recessione. Lo indicano i dati della produzione industriale tedesca mentre il Fondo Monetario Internazionale rincara la dose rivedendo le stime di crescita globali con l’Europa e gli Stati Uniti che viaggiano a velocità differenti. Male l’Eurozona, in particolare Francia e Germania. Mentre Usa e Gran Bretagna si stanno lasciando la crisi alle spalle.

Secondo le stime dell’istituto guidato da Christine Lagarde, il pil tedesco crescerà nel 2014 dell’1,4% e nel 2015 dell’1,5%, rispettivamente 0,5 e 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di luglio. L’economia francese si espanderà quest’anno dello 0,4% (-0,4 punti) e il prossimo dell’1,0% (-0,5 punti).

Crolla la produzione industriale ad agosto: -4%, il peggior calo da gennaio 2009. Un dato che si aggiunge alla decisa flessione degli ordini registrato lunedì 6 ottobre e a quello sul prodotto interno lordo, in flessione dello 0,2% nel secondo trimestre dell’anno.

Solo pochi giorni fa la Bundesbank, la banca centrale tedesca, aveva avvertito che il rimbalzo dell’economia atteso dopo il secondo trimestre sarà meno forte del previsto. In caso di dato negativo del Pil la Germania finirebbe tecnicamente in recessione, con due trimestri consecutivi di contrazione.

Il calo della produzione è molto peggiore di quello previsto dagli analisti, che parlavano di una diminuzione dell’1,5%. Il settore che va peggio è quello della produzione dei beni di investimento, che segna un calo dell’8,8%. Molto meno marcato il calo nella produzione dei beni di consumo, scesa dello 0,4%, e delle costruzioni (-2%).

Il rimbalzo “più forte” è atteso invece negli Stati Uniti: il pil americano crescerà quest’anno del 2,2%, 0,5 punti percentuali in più rispetto alle stime di luglio. Per il 2015 è confermata una crescita del 3,1%. In altre economie asiatiche avanzate, in Canada e nel Regno Unito, continua il World economic outlook, la crescita dovrebbe essere “solida”, confermando le stime per Cina (+7,4% pil 2014 e +7,1% pil 2015). Per l’India la stima è di +5,6% per il 2014 (+0,2 punti) e del +6,4% nel 2015 (invariata).

Queste le “pagelle” dei singoli Paesi europei:

L’Fmi rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia nel 2014 e 2015. Il Pil calerà quest’anno dello 0,2% (-0,5 punti percentuali rispetto a luglio) e tornerà positivo nel 2015 con +0,8% (-0,3 punti).

Fanno meglio Spagna (+1,3% 2014 e +1,7% nel 2015) e Grecia (+0,6% e +2,9%).

Mentre la scure colpisce anche la Germaniala locomotiva d’Europa è vista crescere dell’1,4% quest’anno e non più dell’1,9% come a luglio, colpa di “un’inattesa debolezza nel secondo trimestre”. Per il 2015 la limatura è dello 0,2% all’1,5%.

In Francia, l’Fmi si aspetta per l’anno in corso un Pil in aumento dello 0,4% e non più dello 0,8% mentre per il prossimo è atteso un +1%, lo 0,5% in meno delle stime di tre mesi fa.