Gianpiero Samorì vende azioni in Bper e attacca: “Minoranze ostacolate”

Pubblicato il 4 settembre 2014 14:16 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2014 14:16
Gianpiero Samorì vende azioni in Bper e attacca: "Minoranze ostacolate"

Gianpiero Samorì

MODENA – Gianpiero Samorì, avvocato e fondatore del movimento politico Mir (moderati italiani in rivoluzione), vende le azioni in Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Mediobanca e il mondo della finanza si interroga. Lui minimizza e chiarisce che non ha accantonato l’idea di scalare la banca emiliana e allo stesso tempo critica l’istituto emiliano per le scarse “possibilità per le minoranze di avere un ruolo significativo”

“Ho venduto le azioni di Bper, oltre che di Mediobanca, perché servivano capitali per investimenti fino a 305 milioni, ma questo non significa che io desista dalla battaglia per entrare nel Cda della banca e per migliorare questo istituto di credito”.

Allo stesso tempo dice alla Gazzetta di Modena: 

“La scelta per reperire i capitali è caduta sulle azioni di Bper e di Mediobanca perché abbiamo valutato che la loro redditività fosse modesta al punto da giustificare la vendita. Ma restiamo soci e manteniamo, con l’associazione Bper Futura, il nostro ruolo di controllo, di critica e di stimolo per fare in modo che Banca Popolare dell’Emilia Romagna possa realmente progredire”.

Di Bper critica in particolare le scarse possibilità per le minoranze:

“Con le regole attuali non esiste alcuna possibilità per le minoranze di avere un ruolo significativo nelle banche popolari come Bper. (…) Il vertice della banca, minacciato dal consenso crescente della minoranza, decide di far votare a distanza chi gli pare, dove gli pare e senza partecipazione all’assemblea dei soci, falsando in questo modo i rapporti di forza al momento di rinnovare il consiglio di amministrazione. La sentenza di primo grado sulla nostra denuncia non ha senso ma va rispettata: faremo appello e se avremo ragione potremo riprendere a pieno ritmo la nostra battaglia contro l’autoreferenzialità”.

Samorì ha deciso di raccogliere i capitali per tre operazioni:

“La prima negli Stati Uniti, dove in ottobre ci impegneremo in una fabbrica con un grande numero di punti vendita, la seconda in Italia e la terza fra Usa e Russia, anche se ovviamente in questo caso ora occorre prudenza per quello che sta accadendo in Russia”.