Giochi, appello degli operatori a Di Maio: “Ecco la nostra riforma in 10 punti, stop pubblicità ci danneggia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 luglio 2018 20:19 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2018 20:56
Giochi, appello degli operatori a Di Maio: "Ecco la nostra riforma in 10 punti, stop pubblicità ci danneggia"

Giochi, appello degli operatori a Di Maio: “Ecco la nostra riforma in 10 punti, stop pubblicità ci danneggia”

ROMA – Lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo, previsto dal decreto Dignità voluto dal ministro Luigi Di Maio, non è la soluzione. E’ l’allarme lanciato oggi da Sistema Gioco Italia, la filiera del gioco legale italiano, riunitasi nella prima assemblea dei soci dopo l’approvazione del decreto. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sul tavolo gli operatori del settore mettono 10 buone ragioni per regolare l’intera filiera del gioco senza distruggere una realtà imprenditoriale che dà occupazione.

Nella Sala Pininfarina presso la sede di Confindustria a Roma, sono intervenuti il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, insieme con esperti, vicepresidenti e responsabili di ogni settore del gioco legale in Italia, ma anche i rappresentanti delle principali società che operano nel mercato.

Il coro è unanime: “Il provvedimento così com’è nuoce non solo al settore ma a tutto il comparto della comunicazione e del marketing”. Centinaia di migliaia di posti di lavoro sono a rischio, investimenti che vanno in fumo e timori tutt’altro che infondati per il futuro dell’economia. Da tutti gli operatori si leva quindi un appello unanime al governo, e in particolare al ministro del Lavoro Luigi Di Maio, promotore e strenuo sostenitore del decreto, per aprire un tavolo di confronto che abbia al centro la riforma del settore.

Per tendere la mano al governo Sistema Gioco Italia ha stilato una proposta di riforma in dieci punti che pone al centro la tutela del giocatore e promuove un progresso sostenibile e responsabile del settore nei territori.

Ecco i 10 punti: “Soluzioni alternative al distanziometro per evitare l’espulsione del gioco legale dai territori; interventi di razionalizzazione dell’offerta; innalzamento qualitativo dei punti gioco (bar, tabacchi e sale dedicate); riqualificazione della filiera e formazione degli operatori; implementazione di linee guida nazionali sull’impatto urbano e la comunicazione; revisione della disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi; rafforzamento della regolamentazione del gioco online; regolamentazione della pubblicità; espletamento del bando di riassegnazione delle concessioni del Bingo; riforma complessiva del settore dell’ippica”.