Gioco d’azzardo, Eurispes: “Con la stretta in Piemonte persi 5.200 posti di lavoro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2019 13:12 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2019 13:12
Gioco d'azzardo, Eurispes: "Con la stretta in Piemonte persi 5.200 posti di lavoro"

Gioco d’azzardo, Eurispes: “Con la stretta in Piemonte persi 5.200 posti di lavoro”

ROMA  – Sono 5.200 i posti di lavoro persi in Piemonte con l’introduzione della legge regionale 9/2016 sul Contrasto al gioco d’azzardo patologico. Il dato è contenuto nel rapporto Eurispes stilato dall’Osservatorio Giochi, legalità e patologie. 

Nello studio “Gioco pubblico e dipendenze in Piemonte” Eurispes ha elaborato un’analisi dell’impatto della legge regionale sull’occupazione. In sintesi, questa è la situazione che caratterizza il territorio piemontese:
i punti vendita generalisti sono scesi da 6.241 a 1.788, in relazione alla scadenza del 20 novembre 2017; i punti vendita specializzati scenderanno da 720 a 164 con il 20 di maggio 2019; nelle settimane e nei mesi successivi, per effetti “indiretti”, cioè a causa delle diseconomie cui si andrà incontro per il venir meno del reddito derivante da AWP e VLT, i punti vendita specializzati scenderanno di un ulteriore 50%, da 164 a 82, si legge nel rapporto. 

Da qui, spiega Eurispes, si prevede che gli esercizi che offrono gioco pubblico attraverso apparecchi AWP e VLT, scenderanno in Piemonte da 6.241 a 1.150. La stima complessiva dell’effetto sui redditi da lavoro nella Regione Piemonte, conseguente alla piena applicazione della legge regionale, produce una previsione di perdita occupazionale complessiva tra la fine del 2017 ed il 2019 di oltre 5.200 addetti, così suddivisi: 2.217 addetti, già avvenuta al 20 novembre 2016 negli esercizi generalisti; 1.565 addetti, con l’applicazione del “distanziometro” al 20 maggio 2019 negli esercizi specializzati; 1.114 addetti, nei mesi successivi al maggio 2019, per diseconomicità dei residuali esercizi specializzati; 321 addetti, dal 20 maggio 2019 quale effetto della diminuzione di attività nella filiera distributiva.

A questo si aggiunge il risvolto sull’illegalità che, secondo il rapporto Eurispes e secondo il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, verrebbe incentivata dalle limitazioni imposte al gioco legale: “Oltre alle infiltrazioni criminali, è certo che l’area del gioco presenti dei rischi per la salute dei cittadini, anche se i dati oggi in nostro possesso sono, forse, meno allarmanti di quelli che emergono dal consumo di tabacco, di droghe e di alcol. È quindi necessario attrezzarsi per questa specifica dipendenza “sine substantia”, che inoltre molto spesso si manifesta in connubio con altre forme di dipendenza “da sostanza”. Ma pensare di intervenire vietando di fatto di giocare legalmente, per un verso non garantisce una libertà che deve essere comunque rispettata, per l’altro spalanca praterie per il gioco illegale”. De Raho aggiunge: “La repressione deve riguardare l’illegalità, e in proposito la politica dovrebbe intervenire dotando le forze dell’ordine e gli inquirenti di strumenti più avanzati. Una cosa è certa: il proibizionismo, in questo come in altri settori, ha sempre dimostrato di non essere una soluzione”. (Fonte: Eurispes).