Gioco, Stefano Zapponini (Sistema Gioco Italia): “Nel decreto fiscale aumenti delle tasse insostenibili”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2019 13:59 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2019 13:59
Gioco, Stefano Zapponini (Sistema Gioco Italia): "Nel decreto fiscale aumenti delle tasse insostenibili"

(Foto Ansa)

ROMA – Confindustria Gioco contro gli aumenti delle tasse previsti dal decreto fiscale collegato alla manovra. “Sentiamo parlare di discontinuità ma non rileviamo segni di cambiamento per la filiera del gioco legale che viene utilizzata dallo Stato ogni anno, per far cassa in Legge di Bilancio. Sulle sole AWP la pressione fiscale è arrivata al 73%: non c’è industria che possa sopravvivere in queste condizioni”. L’allarme arriva da Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia (Confindustria).

In questo modo, sottolinea Zapponini, “il gioco è destinato a ritornare in mano all‘illegalità. Sentiamo parlare di manovra per la crescita, ma nelle azioni del Governo vediamo solo interventi prociclici e non anticiclici. Sentiamo parlare di lotta all’evasione, ma quello che stanno facendo i Governi, compreso l’attuale, va esattamente nel senso contrario: si sta rendendo il gioco illegale competitivo e conveniente per il cittadino rispetto al Gioco legale, una controriforma strisciante che riporta il Settore ante 2003. Sentiamo parlare di misure per favorire l’occupazione, ma nel settore del gioco  le normative territoriali in contrasto con gli affidamenti concessori dello Stato hanno cancellato e stanno cancellando l’Industria legale che non può che licenziare e certamente non creare nuova occupazione. Sentiamo parlare di contrasto al gioco patologico, ma non si ha alcuna consapevolezza che il gioco illegale così favorito non consente certo di adottare strumenti di controllo a favore e tutela dei giocatori: non ci sono regole, né monitoraggio, né contromisure da adottare: si moltiplica l’effetto GAP e certo non lo si riduce”.

Secondo il presidente di Sistema Gioco Italia, “sono invece fermamente convinto e ritengo che in questo ci possa essere un’assoluta convergenza di tutte le rappresentanza datoriali e dei lavoratori che solo una riforma complessiva possa essere l’obiettivo responsabile e comune del Cittadino, dello Stato, dell’Industria: una riforma capace di garantire equilibrio nei territori, sostenibilità, sicurezza per il cittadino e una stabilità nelle politiche fiscali di filiera che dia continuità al settore legale e renda possibile gli investimenti nelle nuove concessioni”. (Fonte: Confindustria)