Giovani Confindustria contro Monti: “Molto rigore, zero crescita”

Pubblicato il 26 Ottobre 2012 12:53 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2012 12:53
Giovani Confindustria contro Monti: “Molto rigore, zero crescita” (Foto LaPresse)

ROMA – “Molto rigore, ma niente crescita. Pressione fiscale? E’ diventata confisca”. I giovani di Confindustria si schierano contro il governo di Mario Monti dal palco del XXVII convegno di Capri.

Le parole di Jacopo Morelli, il presidente dei giovani industriali, hanno provocato la reazione di Monti, che ha risposto: “‘E’ essenziale che le giovani generazioni, e tra esse i giovani che si trovano in prima linea nel fare impresa e creare nuove opportunità, sentano l’Unione europea come orizzonte irrinunciabile per la loro azione e si impegnino direttamente a progettarne il futuro”.

Morelli ha sottolineato che il “peso” della pressione fiscale è “cresciuto così tanto da diventare una confisca”: quella “ufficiale toccherà nel 2012 il 45% del Pil“, l’onere sulle imprese “sarà superiore al 68%”. Di più: “Perdiamo duemila occupati al giorno. La base industriale si è contratta del 20%”.

“Se chiudono le imprese dei giovani, il Paese brucia il futuro, le speranze, il dinamismo”, ha detto Morelli aggiungendo: “Bisogna creare nuove occasioni di lavoro, dare ossigeno alle imprese”.

A chi si candida per governare l’Italia, Morelli, chiede “cosa intenderà fare per i giovani che non hanno lavoro e non riescono a rendersi indipendenti“.

La prima richiesta dei giovani imprenditori è “l’abbassamento in maniera sostanziale” della pressione fiscale perché “il tempo della pazienza è finito”. Il cuneo fiscale e contributivo, evidenzia ancora Morelli, è “tra i più elevati dell’Ocse: il 53% contro una media dell’Unione europea del 41%”. Un livello che “strangola”.

Il governo, prosegue Morelli, “ha riconosciuto che gli italiani stanno dando una grande prova di responsabilità, accettando misure drastiche e impopolari. Se questo è vero, c’è un dovere morale di ridare, subito, fiducia al Paese abbassando, in maniera sostanziale, la pressione fiscale su chi lavora e sulle imprese che reinvestono. Invece i cittadini sono trattati come cavie per politiche inefficaci”. A cominciare dal tagli dell’Irpef che rischia di essere “vanificato dall’aumento dell’Iva. Bisogna rilanciare la domanda interna”.

Proprio per questo i giovani di Confidustria chiedono di fare tabula rasa cacciando “i ladri, gli ignoranti e gli incapaci” dalla vita politica: “Siamo disgustati dall’idea della carica pubblica come scorciatoia per arricchirsi, ci ribelliamo a questo degrado”, dice il leader Morelli. Servono “persone responsabili, preparate, all’altezza del compito. Abbiamo diritto a cambiare” continua l’imprenditore che aggiunge: “C’è spazio per interventi drastici, senza ipocrisie”.