Giovane e meridionale, il mutuo non te l’accettano

Pubblicato il 15 Novembre 2011 0:07 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2011 19:09

ROMA – Un’ipoteca sul futuro. È quella che la crisi economica sta mettendo sull’avvenire delle giovani generazioni italiane, costrette a districarsi tra un mercato del lavoro bloccato e la conseguente difficoltà a sostenere progetti importanti come metter su famiglia o acquistare una casa. Una situazione difficile, soprattutto al sud, come emerge anche da una ricerca condotta dal broker immobiliare online Mutui.it che ha analizzato le domande di mutuo per la prima casa pervenute negli ultimi mesi nelle regioni del Mezzogiorno.

Precarietà. Secondo questa analisi il 18 per cento delle richieste di preventivi presentate in Basilicata, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia proviene da under 30, ma di queste meno del 3 per cento viene accolta. E questo nonostante il valore degli immobili nel meridione sia sostanzialmente rimasto invariato negli ultimi anni: tra le città considerate quella con le case dal prezzo medio più elevato è Napoli (206mila euro), mentre il mattone più a buon mercato si trova ad Agrigento, con 149mila euro. A penalizzare i giovani del sud è il loro scarso potere d’acquisto, legato a situazioni lavorative che li costringono spesso a vivere con meno di mille euro al mese e a sottostare a forme contrattuali che non consentono loro di offrire adeguate garanzie: «La mancanza di contratti di lavoro stabili, l’indisponibilità di un cointestatario o di un garante e una bassa affidabilità creditizia – spiega Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Mutui.it – sono le motivazioni principali di questo freno alla concessione del finanziamento». In questi casi l’unica via d’uscita possibile è il ricorso alla famiglia, ma chi non ha alle spalle dei genitori che possano aiutarlo si trova in un vicolo cieco.

Identikit. I giovani meridionali che richiedono un mutuo hanno in media 27 anni, dato in linea con il resto d’Italia, e vorrebbero sottoscriverlo per una durata di 25 anni. La cifra richiesta è di 133mila euro (contro i 150mila del trend italiano complessivo), con una punta di 143mila euro in Campania e “soli” 121mila in Calabria. Tale cifra corrisponde al 74 per cento del valore dell’immobile da acquistare. A conferma della situazione di incertezza che consiglia prudenza, nel 60 per cento dei casi considerati si è optato per il tasso fisso (54 per cento il dato nazionale), e solo nel 16 per cento per quello variabile (contro il 25 per cento complessivo). La città più “cauta” è Catanzaro (75 per cento di richieste a tasso fisso), mentre a Ragusa e Potenza quasi un giovane su quattro giovani ha azzardato il tasso variabile. Il messaggio è chiaro: con un orizzonte privo di certezze si preferisce rischiare di pagare di più ma con almeno la sicurezza fin dall’inizio della cifra che si dovrà sborsare.