“Gli insegnanti non restituiranno i 150 euro”: il Governo fa marcia indietro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 gennaio 2014 10:33 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2014 10:48
"Gli insegnanti non restituiranno i 150 euro": il Governo fa marcia indietro

“Gli insegnanti non restituiranno i 150 euro”: il Governo fa marcia indietro

ROMA – “Gli insegnanti non restituiranno i 150 euro”: il Governo fa marcia indietro. Alla fine il Governo ha fatto marcia indietro sugli insegnanti: dalla riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza è arrivata la decisione di sospendere il provvedimento che imponeva la restituzione degli scatti di anzianità del 2012.

Il flash dell’Ansa è delle 10 e un quarto, a inizio mattinata il vicepremier Angelino Alfano aveva già rassicurato gli insegnanti e, di riflesso, l’alleato di maggioranza, il Pd che storicamente rappresenta la categoria: “In questo modo il governo rischia di farsi male da solo. Entreremo nel merito della vicenda, i cui dettagli ancora non conosciamo, per evitare che si verifichi il prelievo”, aveva affermato Alfano, intervenuto alla “Telefonata” su Canale 5.

Mentre il Tesoro spiegava come il provvedimento fosse semplicemente un atto dovuto, già nella giornata di ieri si erano levate le voci contrarie del ministro dell’Istruzione Carrozza che in un tweet aveva annunciato di aver chiesto al ministro dell’Economia Saccomanni di bloccare la restituzione. Il segretario del Pd Matteo Renzi ha stigmatizzato ironicamente il pasticcio (“mi arrabbio, sembra di stare a Scherzi a parte”): tuttavia, Saccomanni, tirato in ballo, non poteva non ricordare come il blocco degli scatti di anzianità per gli insegnanti esteso anche al 2012 (dopo altri due anni di stop) fosse una decisione presa dal Governo a settembre e resa esecutiva a novembre.

E, seccato, aveva replicato a Carrozza che se non era d’accordo avrebbe potuto utilizzare fondi del ministero. Oggi la svolta attesa: anche perché un prof italiano ha uno stipendio compreso tra 1200 euro netti (a  inizio carriera) e 1900 ( a fine carriera). Perché una scelta retroattiva è sempre odiosa. Perché uno sciopero della scuola sarebbe compattissimo con il rischio di un effetto a catena su altri settori della Pa.

 

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