GoFundMe, multa dall’Antitrust. L’accusa: costi nascosti delle donazioni (senza dirlo chiaramente)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2020 11:27 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2020 11:27
GoFundMe, multa dall'Antitrust. L'accusa: costi nascosti delle donazioni (senza dirlo chiaramente)

Coronavirus, Antitrust impone a GoFundMe di eliminare la commissione preimpostata

L’Antitrust ha multato GoFundMe. L’accusa per la società che raccoglie donazioni online è quella di nascondere i costi del servizio. O meglio, secondo l’Autorità della Concorrenza e del Mercato, la piattaforma non dice chiaramente quali sono questi costi.

Antitrust multa GoFundMe

L’Antitrust ha chiuso il procedimento istruttorio per pratiche commerciali scorrette nei confronti della società GoFundMe Ireland. E ha irrogato una sanzione di 1,5 milioni di euro. Lo si legge in una nota dell’Antitrust

Per l’Autorità GoFundMe – attiva nella gestione e nella promozione di campagne di raccolta fondi create da terzi – abbia “posto in essere due pratiche commerciali in violazione degli articoli 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo”. Nel primo caso, spiega l’Authority, “ha fornito informazioni ingannevoli sull’assenza di costi riguardo ai servizi erogati.

Già dalla homepage e poi nelle pagine delle singole campagne di raccolta, la promozione dei servizi di raccolta fondi sul sito GoFundMe era pubblicizzata con claim immediatamente visibili quali “gratuita”, “senza costi” e “Veloce, gratuito e sicuro”. Si tratta di affermazioni non vere perché esistono costi connessi alle donazioni con carte di credito e di debito e commissioni su ogni transazione a favore della stessa GoFundMe”.

La contestazione sulle commissioni

La seconda pratica sanzionata dall’Autorità riguarda “la commissione a favore della piattaforma”. In teoria “liberamente determinata da chi dona”. Ma in realtà, scrive Antitrust, “preimpostata da GoFundMe per valori pari al 10% o al 15% della donazione e modificabile solo dopo vari e non immediati passaggi, che non sempre risultano comprensibili.

In particolare ciò avviene quando la partecipazione alla raccolta fondi viene svolta in momenti di particolare urgenza e coinvolgimento emotivo, come accaduto durante la pandemia da Covid-19 o per altre emergenze sanitare”.

La situazione eccezionale porta a minore attenzione di chi dona

L’Autorità – prosegue la nota – ha considerato che il motivo per cui i consumatori si rivolgono a GoFundMe (ovvero effettuare versamenti in beneficenza in situazioni eccezionali) può comportare un’attenzione ridotta ai meccanismi di funzionamento del sito. O una maggiore propensione a disporre delle proprie risorse finanziarie con il risultato di un indebito condizionamento del meccanismo di preimpostazione delle commissioni.

La pratica della preimpostazione della commissione nel frattempo è venuta meno, anche in seguito all’ordine di cessazione adottato dall’Antitrust in sede cautelare nel marzo scorso, nel pieno della prima ondata pandemica.