Google non tratta: Ue sbaglia, con noi concorrenza aumentata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2015 13:11 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2015 13:11
Google non tratta: Ue sbaglia, con noi concorrenza aumentata

Margrethe Vestager, commissario Ue alla concorrenza

ROMA –  Continua il braccio di ferro tra Google e la Commissione Ue: il gigante delle ricerche online non cede alla minaccia di maximulta e respinge al mittente le accuse di ostacolare la concorrenza nei servizi di shopping favorendo i propri. Non solo, infatti, Mountain View nella sua risposta a Bruxelles non propone modifiche ma sostiene che quest’ultima sbaglia nella sua valutazione.

La palla ripassa ora alla Commissione, ma nell’attesa i concorrenti di Google stringono già i ranghi per la controffensiva. “Le affermazioni” contenute nella procedura avviata dall’Antitrust Ue ad aprile “sono errate da un punto di vista dei fatti, legale ed economico”, ha scritto sul blog aziendale il Senior Vice President & General Counsel di Google Kent Walker nell’illustrare la risposta di oltre un centinaio di pagine inviata oggi alla Commissione Ue.

Perché la filosofia alla base di Google di “migliorare la qualità non è anticoncorrenziale“. Anzi, Walker cita dati che dimostrano il contrario nonostante le accuse dei concorrenti come Kelkoo, Expedia, TripAdvisor, Yelp o Axel Springer. “Nell’ultimo decennio – scrive – Google ha indirizzato oltre 20 miliardi di clic gratuiti verso gli aggregatori di shopping, nei paesi interessati dalla comunicazione della Commissione, con un aumento del 227% del traffico organico”.

Senza contare che la Commissione “non considera l’impatto” sul mercato di “Amazon ed eBay, che si sono ritagliati una fetta di traffico molto più grossa rispetto agli annunci di Google Shopping”, introdotto nel 2012. L’Antitrust Ue ha assicurato che “valuterà attentamente prima di prendere qualsiasi decisione su come procedere”.

Dopo l’accordo saltato con l’ex commissario Joaquin Almunia, la nuova responsabile dell’Antirust Ue Margrethe Vestager che ha ripreso il dossier ad aprile non solo ha aperto un fronte su Android, ma ha avvertito che l’indagine Ue potrebbe estendersi a Google Maps, Flight e Hotel, perché come il servizio Shopping tagliano fuori la concorrenza.

Le modifiche chieste da Bruxelles però danneggerebbero “la qualità e la pertinenza” dei risultati delle ricerche per Google, che riporta il parere dell’ex presidente del Tribunale Ue Bo Vesterdorf secondo cui non possono essere legalmente vincolanti in quanto il servizio non è una utility come gas o elettricità. Se passasse l’attuale linea Ue, Google potrebbe essere costretta a dover sviluppare le sue attività in Europa in modo diverso rispetto a Usa e resto del mondo.

Intanto i concorrenti che si ritengono danneggiati da Mountain View stanno già passando alla controffensiva. Martedì prossimo verrà presentata una piattaforma legale per portare i reclami al livello procedurale successivo a Bruxelles, e con l’obiettivo di chiedere i danni a Google a livello nazionale.