Governo gialloverde: uno sfizio da 1 mld al giorno. Due conti tra Tav e spread

di Lucio Fero
Pubblicato il 6 agosto 2018 12:14 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2018 15:02
Governo gialloverde Conte: uno sfizio da 1 mld al giorno. Due conti tra Tav e spread

Governo gialloverde: uno sfizio da 1 mld al giorno. Due conti tra Tav e spread

ROMA – Governo gialloverde: uno sfizio da un mld al giorno. Finora. Uno sfizio di popolo, non c’è dubbio. E il popolo ha il diritto di prendersi gli sfizi che vuole. Paga lui, il popolo. Popolo elettore e sovrano che se si vuole sfiziare, si sfizia. Non ci piove su questo. Come non ci piove sul fatto che governo M5S-Lega, governo Di Maio-Salvini sia uno sfizio costoso [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Due conti, tra Tav e spread. Dunque, se la Tav non si fa (e non si fa) costa il non farla almeno due miliardi di euro. (Stima minima, lo stesso Salvini ha detto che non fare la Tav può costare dai 2 ai 4 miliardi). facciamo due, mettiamo la prima cifra in colonna.

Non vendere l’Ilva ad Arcelor Mittal, come Di Maio mostra di voler fare e obiettivo al quale sta lavorando, costa 2,5 miliardi. Senza contare i successivi miliardi per mantenerla in vita in perdita Ilva, si chiama nazionalizzazione. Ma fermiamoci a 2,5 miliardi. Ilva più Tav e siamo a 4,5 miliardi.

Poi c’è il Tap, il gasdotto che ha avuto la sfortuna dettata dalla geografia di dover sbarcare in Puglia. Non farlo, come vogliono tutti i ministri M5S e come detta da lontano Alessandro Di Battista a nome della purezza del MoVimento, costa dai 15 ai 40 miliardi. Difficile calcolarlo con certezza perché danni e penali si calcolano ma quanto Italia ci rimette se Tap non si fa in termini di prezzo dell’energia come si fa a calcolare? Stiamo allora alla cifra più bassa: intorno ai 20 miliardi. Tav, Ilva e Tap e siamo a 24 miliardi.

Poi c’è il Terzo Valico, la ferrovia tra Tortona, Novi Ligure e Genova. Questa forse si fa. Non si facesse sarebbero sei miliardi di costo rinuncia. Ma mettiamo che si fa e quindi restiamo a quota 24 miliardi di costo governo.

Poi c’è, questo sicuro, il miliardo e mezzo per ri-nazionalizzare Alitalia. Qui sono d’accordo sia Lega che M5S: Alitalia resta, anzi torna pubblica. Un miliardo e mezzo solo per partire, poi si vede. Quindi Tav, Ilva, Tap e Alitalia: fa 25/26 miliardi di costo governo.

Poi ci sono i 3,5 miliardi non incassati perché Toninelli ha deciso che Ferrovie non doveva andare più in Borsa. Scelta ideologico-culturale. Aziednda pubblica è bello, azienda sul mercato è brutto. Scelta chiara e legittima, per ora al modico costo di 3,5 miliardi. E siamo tra Tav, Ilva, Tap, Alitalia e Ferrovie a 29/30 miliardi.

Poi ci sono i tre miliardi che le banche italiane non hanno più in cassa perché spread alzatosi ha abbassato il valore dei Btp (titoli credito italiani) che hanno in pancia. Dice: affari loro, delle banche, mica nostri. Sbagliato: affari nostri. Perché le banche italiane hanno montagne di titoli italiani non per piacer loro  ma per…piacer di Stato. Sene libererebbero volentieri ma se si mettono loro a vendere i Btp che già nessuno compra più, allora chi li dà allo Stato e al governo gialloverde i 400 miliardi all’anno in prestito che servono per pagare pensioni, stipendi, servizi pubblici?  Tav, Ilva, Alitalia, Ferrovie, Tap, e Banche: fa 33 miliardi abbondanti.

Poi ci sono i 32 miliardi che da fine maggio i non residenti (stranieri o italiani che siano) hanno ritirato dall’Italia. Lo dice la Bilancia dei Pagamenti. Già, quelli che non si fidano. E portano via i soldi. Via dall’Italia gialloverde. Fa in tutto 65 miliardi.

Da fine maggio a inizio agosto circa un miliardo al giorno. Non il costo della Flat tax che verrà, del reddito di cittadinanza che sarà, dell’età pensionabile riportata a 65 anni…Non i costi futuribili, le nuove spese che chissà se sì o chissà se no e comunque non pochi potrebbero dire soldi ben spesi.

No, un miliardo al giorno è il costo governo gialloverde, il costo dello sfizio di avere un governo così. Un governo che demolisce o piccona Tav e Tap, nazionalizza Alitalia e Ilva, prende a calci nel sedere lo spread e rimette le mani dello Stato in ogni comprato dell’economia che può è una libera e condivisa scelta. Ma costa, è costato, finora, circa un miliardo al giorno. Diritto di popolo, volontà di popolo, sfizio di popolo. Paga, popolo.