Gran Bretagna, sale età pensionabile ma assicurazioni per invalidi si fermano a 60 anni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 31 marzo 2019 5:26 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2019 20:45
Gran Bretagna, sale età pensionabile ma assicurazioni per invalidi si fermano a 60 anni

Gran Bretagna, sale età pensionabile ma assicurazioni per invalidi si fermano a 60 anni

LONDRA – Questo succede in Inghilterra. E da noi? Più di un milione di cittadini britannici hanno una propria polizza di protezione del reddito e 2,5 milioni una polizza assicurativa pagata dai datori di lavoro. Le polizze venivano stipulate fino all’età pensionabile: 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne ma il governo ha alzato l’età pensionabile, il che significa che migliaia di polizze scadranno prima che le persone possano riscuotere la pensione e il fatto ha un impatto soprattutto su chi è malato. 

Gli assicurati che affrontano la crisi finanziaria, al MailOnline hanno detto di non aver ricevuto alcun preavviso dal governo né dall’assicuratore. Le donne saranno colpite più duramente in quanto alcune rischiano di dover affrontare un divario di reddito di sei o sette anni. Jean Sheaves, 64 anni, dopo essersi ammalata di sclerosi multipla aveva fatto affidamento sulle 1.300 sterline mensili dell’assicurazione ma a 60 anni l’assegno ha smesso di arrivare e ha inoltre scoperto che l’età pensionabile era salita a 66 anni. “Non mi aspettavo questo buco nero di entrate per sei anni e della situazione è responsabile il governo. Non sono stata informata”. 

Sheaves cammina con l’aiuto di un bastone, prova continui dolori, ha problemi di udito e agilità. A settembre scorso, il marito Paul, a 66 anni è morto per un raro tipo di linfoma e fino a quando, tra 18 mesi, potrà chiedere la pensione, sarà costretta ad attingere ai risparmi. Attualmente riceve 443 sterline mensili d’indennità di integrazione salariale e sostegno, un’indennità lutto di 100 sterline dal governo e 300 da due pensioni private di Paul. “Devo utilizzare i nostri risparmi ed è ingiusto”, l’amaro commento di Jean, di Allhallows, che vive vicino a Rochester, Kent.

Jean ha lavorato per una ditta che aveva stipulato con la Permanent Insurance Company una polizza a suo nome, società che nel 2001 era stata rilevata da LV=. La legge pensionistica del 1995 ha portato l’età pensionabile delle donne da 60 a 65 anni come era per gli uomini ma il governo ha poi stabilito che entro ottobre 2020 l’età per entrambi i sessi sarà di 66 anni e arriverà a 67 tra il 2026 e il 2028.

Gli ultimi dati del settore assicurativo mostrano che nel 2017 sono stati pagati 28.398 sinistri per la protezione del reddito individuale e stipulate 4.811 nuove polizze. Al MailOnline un operaio edile di 58 anni ha detto di aver scelto di pagare per la protezione del reddito fino a 65 anni. Dal 2005 ha pagato più di 40 sterline al mese, poi nel 2015 gli è stata diagnosticata una vasculite e da allora ha ricevuto 1.350 sterline al mese dall’assicurazione. 

Gli assegni della polizza termineranno a 65 anni ma fino a 67 non riceverà la pensione. “Sto cercando di risparmiare ma chi lo sa cosa accadrà?”. “Se il governo ha modificato le regole lo faranno anche gli assicuratori. Ho fatto la polizza in buona fede ma se avessi saputo del cambiamento avrei portato l’età a 67 anni. Sta causando parecchie difficoltà”.

Alan Lakey, un esperto del settore in materia di copertura di malattie gravi, sostiene che “Il vero problema è il governo che quando opera cambiamenti di questo tipo non comunica con gli assicuratori”. 
Le assicurazioni sostengono che i clienti dovrebbero rivedere regolarmente le loro polizze, soprattutto se c’è stato un cambiamento di circostanze. 

A giugno, gli attivisti hanno ottenuto un riesame giudiziario all’Alta Corte, dopo aver sostenuto che 3,9 milioni di donne nate negli anni ’50 non erano state adeguatamente informate circa le modifiche dell’età pensionabile. (fonte: Daily Mail)