Grecia. Accordo apre strada aiuti meccanismo di stabilizzazione finanziaria Esm

Pubblicato il 14 luglio 2015 9:09 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 9:09
L' Europeand Stability Mechanism

L’ Europeand Stability Mechanism

BELGIO, BRUXELLES – L’accordo chiuso in extremis tra Grecia e creditori internazionali apre la strada agli aiuti dell’European Stability Mechanism (Esm), ossia il meccanismo permanente di stabilizzazione finanziaria d’Europa creato nel 2011 per far fronte agli choc innescati dalla crisi del debito sovrano nell’Eurozona.

Se Atene attuerà misure e riforme nei tempi e modi richiesti, potrà scattare il terzo salvataggio da 82-86 miliardi di euro dell’Esm.

SOSTITUISCE EFSF – Nato dalle modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 e sottoscritto dai Paesi membri della moneta unica l’11 luglio 2011, l’Esm ha sostituito il Fondo europeo di stabilita’finanziaria (EFSF) e serve a stabilizzare la zona euro in un ottica di lungo termine per salvaguardare l’integrita’ dell’area e la stabilita’ finanziaria.

DOTAZIONE 700 MLD – L’Esm e’ dunque un nuovo fondo salva-Stati e salva-banche concepito con una dotazione di 700 miliardi di euro e ha il compito di supportare i partner dell’Eurozona in difficoltà mettendo a disposizione risorse finanziarie.

AIUTI E CONDIZIONI – L’aiuto viene concesso solo a condizione che sia rispettato un piano di risanamento economico elaborato sulla base di un’analisi di sostenibilità del debito pubblico compiuta dalla Commissione europea insieme al Fondo monetario internazionale e alla Banca centrale europea. Il ricorso all’assistenza finanziaria dell’Esm è volontario e lo Stato membro che intende usufruirne deve presentare una formale richiesta al Presidente del Consiglio dei governatori dell’Esm. La richiesta verrà poi valutata dalla Commissione europea insieme alla BCE e, se necessario, dal Fondo monetario internazionale.

CANALI ASSISTENZA – L’Esm può garantire assistenza finanziaria attraverso quattro ‘canali’: concedendo i classici prestiti (come fatto in precedenza dall’Efsf); fornendo assistenza finanziaria ‘preventiva’ attraverso apposite linee di credito; accordando prestiti destinati a ricapitalizzare le banche in difficoltà e acquistando titoli del debito pubblico sui mercati primario e secondario in modo da garantire l’effetto di scudo anti-spread fortemente voluto da Mario Draghi.