Grecia, Standard & Poor’s ribassa l’outlook a “negativo”

Pubblicato il 7 agosto 2012 23:37 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2012 0:09
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(Foto LaPresse)

NEW YORK – L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha rivisto al ribasso le prospettive della Grecia da “stabili” a ”negative”.

Secondo Standard & Poor’s la Grecia avrà bisogno di ulteriori finanziamenti dell’Unione Europea e del Fmi nel 2012.

In base alle previsioni dell’agenzia di rating americana il pil della Grecia calerà del 10-11% nel 2012-2013.

L’agenzia stima inoltre che il debito greco raggiunga il 170% nel 2013, con un pil in calo del 10-11% nel 2012-2013, una contrazione peggiore rispetto al 4-5% previsto da Ue-Fmi.

Nel comunicato rilasciato dall’agenzia di rating e pubblicato dall’agenzia Reuters è scritto: “Riteniamo che il governo greco troverà difficile fare ulteriori tagli per soddisfare le condizioni per assicurarsi l’altra tranche di aiuti del programma del Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione Europea”.

Il ribasso dell’outlook da parte di Standard & Poor’s arriva poco dopo la notizia, riportata dal Wall Street Journal, di nuove pressioni da parte dell’Fmi perché la Grecia tagli ancora il rapporto debito-pil al 100%.

L’idea del Fmi non sembra essere appoggiata da tutti a Bruxelles, dove la Commissione ha confermato l’obiettivo del 120% entro il 2020, già ritenuto ”ambizioso” per il paese.

Anche perché, dopo l’haircut dei bond ellenici già subito dai privati a marzo, ora le modalità per l’ulteriore taglio del debito greco prevedrebbero il coinvolgimento del settore pubblico (Osi), ossia Bce e banche centrali dell’eurozona: ”Idee mai materializzate” finora, fanno notare da Bruxelles, perché respinte dall’Eurogruppo. In ogni caso la troika resterà in contatto tutto agosto con il governo greco che deve ancora definire misure per 4 miliardi di euro.

L’uscita di Atene dalla moneta unica, ha però avvertito il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, ”dal punto di vista di oggi sarebbe un processo gestibile” anche se ”non auspicabile” e che si verificherà ”non prima dell’autunno, e nemmeno dopo”.