Samaras al tedesco Bild: “Solo un po’ di respiro. Più tempo non sono più soldi”

Pubblicato il 22 agosto 2012 0:48 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2012 1:22
Antonis Samaras

Antonis Samaras (Lapresse)

BERLINO – “Solo un po’ più di respiro per far girare l’economia e aumentare gli introiti statali”, così il premier greco Antonis Samaras chiede ufficialmente più tempo ai creditori internazionali per fare le riforme. In una intervista al tedesco Bild, Samaras assicura che “più tempo non significa automaticamente più soldi”.

A poche ore dall’incontro con il premier lussemburghese e presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, Samaras gioca le sue carte. Sa che queste sono le ultime due occasioni che ha per convincere i partner europei: in ordine ci sarà prima la visita del presidente Jean-Claude Juncker ad Atene, il 22 agosto, poi il viaggio dello stesso Samaras a Berlino, in programma per il 24.

Al collega lussemburghese Samaras sottoporrà il piano per cercare di convincerlo – come farà pure a Berlino venerdì prossimo, quando incontrerà la cancelliera Angela Merkel – a concedere alla Grecia una proroga di due anni nella tabella di marcia per abbattere il deficit greco al di sotto del 3% del Pil. Ufficialmente, comunque, il nuovo pacchetto sarà presentato prima del ritorno della troika ad Atene il mese prossimo.

Samaras ha spiegato che ”stiamo facendo progressi, stiamo riducendo il numero complessivo dei dipendenti pubblici”, prospettando ”presto un servizio pubblico ridimensionato, in miglior salute e decisamente più efficiente”. Ma con un Pil calato del 18% in quattro anni, ben sette manovre finanziarie di fila e uno stato sociale gambizzato, il capo del governo di Atene non vorrebbe riaccendere una rabbia sociale che non sembra essersi mai sopita.

Per il premier greco una Grexit, cioè l’uscita della Grecia dall’euro sarebbe catastrofica: ”Ci sarebbero almeno cinque anni di recessione e la disoccupazione salirebbe al 40%. Un incubo per la Grecia: crollo economico, dramma sociale e una crisi senza precedenti della democrazia”.

E intanto in giornata a Berlino alcuni parlamentari tedeschi si sono detti ottimisti circa la possibilità di “aggiustamenti” nell’ambito delle misure finanziarie richieste al governo di Atene anche se – hanno ribadito – gli impegni concordati devono essere sostanzialmente mantenuti