Grecia, Borse europee in rosso: Milano la peggiore, spread a 156

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2015 18:21 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2015 18:21
Grecia, Borse europee in rosso: Milano la peggiore, spread a 156

Piazza Affari

ROMA – Dopo la vittoria del no al referendum greco, tra le Borse europee, mentre New York ha recuperato lo scivolone in apertura, la peggiore è Milano, che chiude a -4%. In rosso anche tutto il resto d’Europa: Madrid perde l’1,91%; Parigi -1,22%, Francoforte -0,7%, Bruxelles -1,03%, Amsterdam -0,86%, Zurigo -0,37%. Lisbona -3,34%. A Milano, su Piazza Affari pesa il comparto bancario. Sono rientrati agli scambi i titoli delle banche in precedenza fermati per l’eccessiva volatilità: Mps cede il 10,30%, Mediolanum il 6,35%, Bpm il 5,43%, Ubi il 6%, Banco Popolare il 5,59%, Azimut il 4,79%, Intesa Sanpaolo il 5,61% e Unicredit il 5,62%. Va già del 5,49% Bper. Resistono in positivo Stm (+1,31%) e Ansaldo (+0,11%).

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si attesta a 156,57 punti dai 145 della vigilia con un rendimento del 2,35%. Soffre anche l’euro che si avvicina alla soglia di 1,10 contro dollaro: il cambio segna 1,1011. Il ritorno al tavolo tra l’altro non è così semplice: le ipotesi di intesa viste fino qui sono superate e la Bce dovrà decidere se e quando chiudere i rubinetti, mentre è stato convocato per martedì pomeriggio l’Eurosummit straordinario sul tema.

Borse asiatiche. Chiudono in calo le Borse in Asia. L’indice di riferimento dell’area, il MSCI Asia Pacific cede il 2,4%. In Cina, dopo le misure del Governo per arginare la caduta delle Borse, lo Shanghai Composite è arrivato in seduta a perdere il 7% prima di risalire a +0,3%. Tokyo chiude in ribasso di oltre il 2%. Sprofonda Hong Kong (-4,18%), la caduta più ripida dal 2011 da dove, commentano nelle sale operative, sono in fuga soprattutto gli investitori cinesi. I riflettori sono ora puntati sulla Bce, che dovrà decidere se concedere ancora fondi di emergenza alle banche greche, sull’orlo del collasso. Secondo fonti vicine alla situazione Francoforte dovrebbe limitarsi a mantenere la liquidità di emergenza all’attuale livello.