Grecia, Fmi sospende trattative: “Hanno pensioni da tedeschi e ci vanno sei anni prima”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2015 17:53 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2015 20:13
Grecia, Fmi si alza dal tavolo: trattare col governo Tsipras non è possibile

Gerry Rice, portavoce del Fondo Monetario Internazionale

BRUXELLES – La squadra di negoziatori del Fondo Monetario Internazionale ha lasciato Bruxelles, dove erano in corso le trattative col governo Tsipras. Secondo il portavoce Fmi, Gerry Rice, i negoziati sono stati interrotti perché non c’erano progressi: “Siamo ben lontani da un accordo”. La Grecia ha scelto di rimborsare tutti insieme a fine mese (invece di scaglionare i pagamenti in più rate) i 1.600 milioni di euro che deve al Fondo Monetario Internazionale.

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Tutte le notizie sulla Grecia di oggi: La riapertura della Ert, la sentenza contro il taglio delle pensioni, la disoccupazione in aumento.

Rice ha detto che non è il Fondo Monetario ad abbandonare le trattative, ma è la Grecia che deve darsi una mossa: “La palla è nel campo della Grecia. Il sistema pensionistico della Grecia è insostenibile: il livello delle pensioni è quello della Germania, ma in Grecia si va in pensione in media sei anni prima. Sul fronte del sistema delle tasse, la base imponibile va ampliata”. Ampliare la base imponibile significa quindi tassare più persone (estendere ai meno abbienti? Dare la caccia agli armatori che non pagano le tasse in Grecia) o più “cose”, cioè patrimoni o rendite finanziarie.

Durante le trattative Rice aveva dichiarato che “Ci sono importanti differenze in aree chiave e non ci sono stati progressi nel ridurle”. Mentre la delegazione della Grecia nel negoziato con i creditori fa sapere tramite il portavoce Gabriel Sakellaridis di essere pronta ad accelerare i colloqui per raggiungere un accordo “anche nei prossimi giorni”, e che continuerà a lavorare nei nodi irrisolti come la sostenibilità del debito e gli obiettivi di bilancio di Atene.

Tsipras, che in mattinata ha incontrato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker  aveva detto: “Continuiamo a lavorare per colmare le differenze specie sul lato del bilancio, lavoriamo per assicurare che la Grecia si riprenda e abbia un debito sostenibile”. Juncker dal canto suo ha definito l’incontro con il premier greco “interessante ed amichevole”. Nell’incontro durato due ore, Juncker ha spiegato a Tsipras “un possibile processo con le tre istituzioni che potrebbe ancora consentire di trovare in tempo una soluzione mutualmente accettabile”: è quanto fa sapere la Commissione Ue, aggiungendo che i due hanno deciso di tenersi in stretto contatto nei prossimi giorni.

 

Secondo il giornale popolare tedesco Bild i vertici del governo della grande coalizione che guida la Germania non intendono in nessun caso accordare un terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, nemmeno se si arrivasse a un’intesa con il governo di Alexis Tsipras sulle condizioni per completare il pagamento del secondo pacchetto. Al posto di un terzo intervento, secondo quel che scrive Bild, potrebbe essere possibile un ampliamento delle risorse per il secondo programma con finanziamenti da altri progetti, come i 10,9 miliardi stanziati per il salvataggio bancario ancora non utilizzati. Ma il prolungamento ci sarebbe solo con dure riforme. “Non vogliamo spremere il sangue dei nostri contribuenti in Germania perché i responsabili in Grecia non fanno il loro lavoro”, avrebbe detto un parlamentare tedesco al tabloid.

Per quanto riguarda la situazione mercati, c’è da notare la fortissima risalita della Borsa di Atene, che ha chiuso in rialzo dell’8,16% con aumenti in doppia cifra nel settore bancario (Pireus +19%, Eurobank +18%) e allentamento della tensione sui titoli di Stato con il decennale ellenico che taglia i rendimenti di 38 punti base e il titolo a due anni in calo di quasi 140 punti base.

Ma c’è stata anche una violenta frenata delle Borse europee dopo i dubbi espressi dal Fondo monetario internazionale sulle trattative con la Grecia: i mercati azionari, che viaggiavano su rialzi superiori al punto percentuale, si sono portati rapidamente sulla parità, con l’indice Ftse Mib (-0,1%) che a Milano viaggia in terreno marginalmente negativo.