Grecia. Gli armatori: “Spostiamo la flotta (4mila navi) a Cipro”. La minaccia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 luglio 2015 12:12 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2015 12:12
Grecia. Gli armatori: "Spostiamo la flotta (4mila navi) a Cipro". La minaccia

Grecia. Gli armatori: “Spostiamo la flotta (4mila navi) a Cipro”. La minaccia

ROMA – Grecia. Gli armatori: “Spostiamo la flotta (4mila navi) a Cipro”. La minaccia. Anche durante la crisi più profonda della storia greca recente, i suoi privilegiati armatori che non pagano un centesimo di tasse sui profitti all’estero, hanno guadagnato un rispettabilissimo +9% tra 2013 e 2014. Gli eredi dei vari Onassis e Niarchos controllano la flotta più grande del mondo per tonnellaggio (16% del totale) con le loro 3880 navi di grande stazza. E in 10 anni hanno fatto sparire dai confini greci qualcosa come 140 miliardi di euro, il 43% dell’intero debito pubblico greco.

Già con l’avvento di Tsipras hanno rischiato di vedersela brutta, visto che pendeva la proposta di una patrimoniale tagliata su misura sugli oligarchi del mare per aggirare quel divieto scritto nella Costituzione nel 1967, garanti i Colonnelli, di tassarne i profitti esteri: ma è bastato che gli armatori minacciassero di andarsene che la mossa è subito rientrata per evitare altri 250mila disoccupati e un impoverimento immediato del 7% del Pil. Ora che il dossier greco è tornato a scottare, gli armatori vedono nei creditori internazionali, per nulla intenzionati a mollare la presa, una nuova fonte di rischio. Cui rispondono con la minaccia di sempre: ce ne andiamo a Cipro. Enrico Marro sul Sole 24 Ore spiega perché Cipro, la cui imponente flotta è già controllata al 40% dai greci e dove la tassazione è al 12,5%, è un’opzione possibile.

E allora, non si sa bene se per spaventare i greci o per avvertire l’Europa, gli oligarchi navali hanno iniziato a moltiplicare contatti fin troppo espliciti con la vicina Repubblica di Cipro. Lo ha confermato Thomas Kazakos, direttore generale della Cyprus Shipping Chamber. «Tenuto conto degli sviluppi della situazione greca, è normale che alcuni armatori stiano valutando di avere una seconda base a Cipro – ha spiegato Kazakos ai giornalisti – anche perché, al di là dei legami nazionali, sociali e religiosi, da anni c’è un consolidato rapporto in campo marittimo. Abbiamo fornito tutte. (Enrico Marro, Il Sole 24 Ore).