La Grecia contro gli ispettori Ue e Fmi: “Niente privatizzazioni”

Pubblicato il 12 Febbraio 2011 18:45 | Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2011 18:45

ATENE – Il governo greco respinge seccamente la proposta degli ispettori dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale di avviare nuove massicce privatizzazioni per 50 miliardi di euro entro il 2015. “Consideriamo inaccettabile il comportamento dei rappresentanti dell’Ue e del Fmi”, dice il portavoce dell’esecutivo greco, George Petalotis.

“Abbiamo chiesto loro aiuto – spiega il portavoce – e siamo pienamente impegnati a rispettare i nostri obblighi. Ma non abbiamo chiesto a nessuno di impicciarsi dei problemi interni del nostro paese”. Anche i giornali greci dimostrano di non aver gradito i suggerimenti della ‘troika’ (Ue, Fmi e Bce).

“La troika – scrive il giornale di centrosinistra Eleftherotypia – vuole prendersi imprese, terra e acqua”. Ci va giù duro anche il filogovernativo Ta Nea: “I boss sono diventati matti!”. “Proprietà statali sull’altare del debito”, commenta il liberale Kathimerini, mentre il filoconservatore Eleftheros Typos scrive che la Grecia è “in vendita”.

Il partito di opposizione Nuova Democrazia ha chiesto le dimissioni del ministro delle Finanze, dopo la richiesta di Ue, Fmi e Bce. “Si sa che c’è ampio spazio per ulteriori privatizzazioni”, ha detto il rappresentante della commissione Ue, Servaas Deroose, chiedendo un piano “da 50 miliardi di euro da realizzare tra il 2011 e il 2015″.