Grecia e il rating peggiore del mondo: default vicino

Pubblicato il 14 Giugno 2011 11:46 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2011 11:46

ATENE – Standard & Poor’s ha deciso di tagliare il rating della Grecia di ben tre gradini portandolo a ‘CCC’: i ministri finanziari europei domani tornano a discutere del nuovo salvataggio di Atene, ma per l’agenzia di rating il braccio di ferro di Berlino con la Bce partorirà molto probabilmente un ”default di fatto”: una bancarotta, anche se gestita dall’alto.

A un mese dall’ultimo taglio del rating, S&P torna a colpire la Grecia: il rating assegnato ad Atene è ora a soli cinque gradini dalla ‘D’, il default conclamato, e con le sue prospettive negative rischia di arrivare presto in fondo alla scala dei rating speculativi. Perché – avverte ‘agenzia americana – ”è aumentato significativamente il rischio di default nei prossimi 12 mesi, in base ai nostri parametri di pagamento pieno e puntuale”.

Pesa la situazione politica sempre complicata ad Atene, dove il Pasok del premier George Papandreou ha visto crollare la sua popolarità al 27%, meno cinque punti in un mese. Pesa il quadro economico globale in rallentamento (per gli Usa qualcuno evoca una nuova recessione). Ma più di ogni altra cosa, nel mirino dell’agenzia di rating c’è la posizione del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, deciso a far pagare anche gli obbligazionisti privati il prezzo del nuovo salvataggio necessario alla Grecia. Uno scenario – ipotizza il New York Times – che rischia di provocare un’ondata di panico sui mercati come fece Lehman Brothers.

”Se il Rubicone sarà varcato potrebbe esserci un default sovrano e questo potrebbe essere uno shock, non solo per le economie periferiche ma anche per la Spagna e altri paesi”, afferma David Riley di Fitch. Intanto Nouriel Roubini dice che l’unica strada per i Paesi ‘periferici’ dell’euro è l’uscita dalla divisa unica, ipotesi escluda dal presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet.

Intanto il braccio di ferro non cessa fra Schaeuble e Trichet, anche oggi tornato a ribadire: ”no” ad un coinvolgimento dei privati che non sia del tutto volontario, altrimenti scatterebbe il default. Per S&P l’esito dell’Eurogruppo di domani (seguito da Ecofin informale) potrebbe anche aggirare il problema, e così gli appuntamenti successivi che porteranno al Consiglio Ue del 24 e 25 giugno.

”I Paesi creditori della Grecia probabilmente daranno nuovi aiuti”, riconosce S&P. Ma ”alcuni creditori ufficiali della Grecia pretenderanno una ristrutturazione del debito verso i privati”, nella forma di un concambio o un allungamento delle scadenze del debito a condizioni svantaggiate rispetto ai bond esistenti: dunque – dice S&P – alla lunga aumenta la probabilità di un ”default di fatto” che porterebbe il rating dei bond coinvolti a ‘D’ e quello sovrano a SD’: default selettivo. Il presidente dell’Ocse Angel Gurria rassicura: la crisi sara’ contenuta a Grecia, Portogallo e Irlanda.