Grecia, Schaeuble: “Ok flessibilità, ma rispetti regole”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Gennaio 2015 9:50 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2015 10:02
Grecia, Schaeuble: "Ok flessibilità ma rispetti regole".Padoan: "Noi non le stiamo violando"

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble

BERLINO – Dopo Jens Weidmann a pochi minuti dalla vittoria di Alexis Tsipras, l’altro falco tedesco, il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, avverte la Grecia: “Va bene la flessibilità, ma rispetti le regole”. Contemporaneamente il suo omologo italiano, Pier Carlo Padoaon, quasi a replicare, dice: “L’Italia non sta violando le regole europee sul deficit”.

Il monito di Schaeuble arriva durante un’audizione davanti al Parlamento Europeo a cui era presente anche Padoan. Colui che più di tutti ha bacchettato la Grecia alla vigilia del voto ora placa i toni:

“La flessibilità non è negativa in sé ma non deve portare a una situazione in cui le regole convenute non vengono rispettate. Allora sarebbe sbagliata e distruggerebbe la fiducia”.

Dopo la carota, il bastone:

“I greci soffrono non per le decisioni di Berlino e Bruxelles ma per il fallimento della loro élite politica degli ultimi decenni. Noi abbiamo dato molto aiuto al ministro delle finanze greco che ha sfruttato poco questo aiuto, bisogna dirlo”.

Dal canto suo Padoan ha voluto precisare che l’Italia “non sta violando le regole” europee sul deficit, “attualmente si trova sotto il ‘braccio’ preventivo della goverance economica e non sotto quello correttivo. Leggete i numeri”, ha detto rispondendo alla domanda di un eurodeputato che aveva parlato di violazioni da parte dell’Italia delle regole del Patto di Stabilità. “Rispettiamo le regole meglio di altri Paesi nonostante il debito elevato, ma stiamo lavorando per alleggerire il peso del debito e perché si mantenga in un percorso di riduzione”. L’Italia, ha spiegato il ministro, “attualmente si trova nel ‘braccio’ preventivo del Patto di stabilità”. E oltre a ridurre il debito, ha aggiunto, “stiamo facendo delle riforme strutturali che rafforzano la sostenibilità”.

Poi, sulla governance economica della zona euro, la critica: “A mio avviso non è soddisfacente. Serve

 “una più chiara e decisa complementarietà tra decisioni Ue e nazionali”, un “mix di politiche che prevenga gli squilibri”, una migliore valutazione, anche in positivo, delle “ricadute” delle azioni dei Paesi sugli altri partner dell’Eurozona e il rafforzamento della fiducia reciproca”.