Grecia, sempre più “tombaroli” per bisogno di contante

Pubblicato il 19 Giugno 2012 14:21 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2012 14:28

ATENE – Spinti dalla grave crisi economica che attanaglia il Paese, un numero sempre crescente di greci si stanno improvvisando "cacciatori di tesori" (meglio, forse, sarebbe definirli "tombaroli") e hanno cominciato a scavare in tutta la Grecia alla ricerca di reperti antichi da rivendere sul mercato clandestino a ricettatori senza scrupoli.

E' questo il risultato di un'inchiesta condotta dal quotidiano ateniese Kathimerini secondo cui la tendenza, che è più evidente nella regione della Macedonia, nella Grecia nord-occidentale, non e' creata solo dalla necessita' di contante della gente ma anche dal fatto che lo Stato non ha denaro a sufficienza per proteggere adeguatamente il proprio patrimonio di antichita'.

"Di scavi illegali se ne sono sempre fatti intorno alle montagne di questa zona", ha detto al giornale l'archeologa Sofia Doukata, di Kavala. "Ma di recente questa pratica si e' trasformata in un vero e proprio sport", ha aggiunto.

La meta' preferita, che attira un sempre maggior numero di aspiranti saccheggiatori, sembra essere il monte Paggaio che si innalza presso la città di Kavala. I tombaroli, come si evince dagli evidenti segni di scavi, fanno ricerche nelle immediate vicinanze dei siti archeologici nella speranza di trovare qualcosa e di poterlo rivendere.

Nel far questo pero', dal momento che non sono archeologi professionisti, spesso distruggono proprio gli indizi che li ha portati lì, come per esempio e' avvenuto a numerose incisioni rupestri risalenti dalla tarda età del bronzo al periodo paleocristiano. Le incisioni erano state scoperte da ricercatori ufficiali nel 1960, ma di esse non e' mai stata tenuta sino ad oggi alcuna registrazione sistematica.

Dai primi accertamenti e dai resoconti di testimoni, si stima che nella zona siano stati effettuati almeno una quindicina di scavi clandestini che hanno lasciato nel terreno fosse profonde da due a cinque metri e larghe sino a cinque su un'area di tre o quattro chilometri quadrati. "Sembra che in quei punti siano precipitate delle meteoriti", ha detto Thodoros Spanelis, editore del giornale on-line Chronometro di Kavala. Archeologi del posto hanno cominciato ad interessarsi al caso degli scavi illegali dopo il suo giornale aveva pubblicato un reportage sui danni fatti dai tombaroli.

A contribuire al degrado del patrimonio delle antichita' c'e' anche il fatto che pure la sicurezza dei siti archeologici e dei musei della Grecia ha subito i pesanti contraccolpi della crisi economica e non c'e' abbastanza personale per sorvegliarli.

All'inizio di quest'anno la polizia ha sgominato un grosso giro di contrabbando di antichità nel Nord della Grecia, recuperando migliaia di monete antiche e icone bizantine. Doukata, che lavora presso la Sovrintendenza alle Antichità Bizantine di Kavala, e' stata incaricata di indagare nella zona del monte Paggaio presa di mira dai tombaroli. Ma lei sa gia' che non sarà un compito facile: l'area, che si estende per 12 chilometri quadrati, contiene 102 siti archeologici che sono tutti accessibili soltanto a piedi. Inoltre, a rendere le cose piu' difficili, il servizio archeologico che copre Kavala, Serres, Drama e Thassos ha soltanto due collaboratori.