Grecia, Tsipras vede Juncker. “Buon incontro, ci rivedremo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2015 20:39 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2015 2:05
Grecia, Tsipras incontra Juncker. Primo passo verso l'accordo

Alexis Tsipras e Jean-Claude Juncker (Foto Lapresse)

BRUXELLES – Mancano ormai poche decine di ore a venerdì: se entro allora i negoziati tra Grecia e i creditori internazionali non si risolveranno positivamente Atene potrebbe far scattare il default, non pagando la rata da 300 milioni di euro dovuta al Fondo monetario internazionale. Per evitare che questo avvenga il premier Alexis Tsipras è volato a Bruxelles con la sua proposta: 47 pagine di intenti per sbloccare 7,2 miliardi di aiuti internazionali e scongiurare il peggio.

Tsipras ha incontrato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker dopo che questi, due giorni fa, era stato a Berlino ad un tavolo con ls cancelliera tedesca, Angela Merkel, il presidente francese, Francois Hollande, il governatore della Bce, Mario Draghi, e la numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde.

“E’ stato un buon incontro, proseguiremo nei prossimi giorni”, ha commentato il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Più cauto, ma comunque ottimista, il premier greco: “Credo che nei prossimi giorni saremo più vicini all’accordo, ma dobbiamo concludere le discussioni da un punto di vista realista”, ha detto, ribadendo che la Grecia rifiuta di accettare alcune delle nuove misure di politica economica proposte dai creditori. “Ci sono punti che nessuno vorrebbe considerare come base di discussione”.

Ai creditori il governo greco accorda un surplus primario (cioè la differenza tra spese ed entrate pubbliche al netto degli interessi sul debito) dell’1% nel 2015, del 2% nel 2016, del 3% nel 2017 e del 3,5% nel 2018. Un aiuto alla Grecia, se si considera che nell’accordo precedente firmato con la vecchia Troika (nome superato ma sempre Ue-Bce-Fmi) l’avanzo primario avrebbe dovuto essere del 3% quest’anno e del 4,5% il prossimo.

Distanze restano ancora sulle pensioni, con i greci che resistono a qualunque tipo di taglio e propongono di alzare l’età pensionabile, e sul mercato del lavoro, con Atene che non vuole attuare gli impegni presi dal Governo precedente che consentono i licenziamenti di massa.

“Chiedere troppo alla Grecia potrebbe rallentarne il ritorno alla crescita, ma non chiedere niente o non abbastanza avrebbe conseguenze sull’insieme della zona euro”, ha detto il presidente francese Hollande che vede un’intesa molto vicina, così come il ministro italiano dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Più cauta Berlino: “Si lavora a ritmi febbrili, con forti pressioni per trovare un accordo”, ha detto la cancelliera Merkel, mentre il suo ministro Wolfgang Schauble precisa che la proposta greca “non sarà la soluzione finale”, e Draghi spiega che non vi è ancora alcuna prospettiva credibile che il programma con la Grecia venga concluso positivamente. Non si è ancora all’ultimatum. Ma venerdì si avvicina.