Grecia, Varoufakis: il piano di Schaeuble era acuire la crisi greca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 luglio 2015 17:44 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2015 17:44
Grecia, Varoufakis: il piano di Schaeuble era acuire la crisi greca

Wolfgang Schaeuble e Yanis Varoufakis (LaPresse)

BERLINO, 15 LUG – Secondo l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis il suo ex collega Wolfgang Schaeuble (ministro delle Finanze tedesco), insieme ad altri politici dell’eurogruppo, ha “acuito in maniera controllata” la crisi sociale in Grecia per far procedere il suo piano di riforma dell’eurozona. Lo ha scritto, stando alle anticipazioni, Varoufakis in un contributo per il settimanale tedesco Die Zeit. “Le elezioni non possono cambiare nulla”, gli avrebbero detto i colleghi in occasione della sua prima partecipazione a una riunione dell’eurogruppo.

Lo stesso Varoufakis ha detto anche l’accordo sulla Grecia è un “nuovo trattato di Versailles”. Così si è espresso intervenendo in Parlamento durante il dibattito sul primo pacchetto di riforme presentato dal governo Tsipras.

Ben 109 membri del comitato centrale di Syriza su 201 si sono detti contro l’accordo stipulato dal premier Alexis Tsipras con l’eurozona. “Il 12 luglio a Bruxelles è stato compiuto un colpo di stato che prova che l’intento dei vertici dell’Europa era quello di annichilire in modo esemplare un popolo, colpevole di aver immaginato un altro percorso alternativo a quello neoliberista dell’austerità estrema. Un colpo di stato che va contro ogni concetto di democrazia e sovranità popolare”. Così recita il documento approvato dai dissidenti della direzione di Syriza pubblicato da Kathimerini.

Alexis Tsipras ha lanciato il guanto di sfida al gruppo parlamentare di Syriza, dicendo ai suoi deputati: “Se qualcuno ha una soluzione alternativa, me la dica”. Lo scrive il Guardian da Atene, sottolineando che il premier è stato accolto alla riunione da un grande applauso “segno – dice il giornale – che la sua richiesta di appoggio potrebbe funzionare”. Altro segnale: Zoe Konstantopoulou, la presidente del parlamento e voce critica verso l’accordo, è corsa ad abbracciarlo.

Intanto si è dimesso il Segretario Generale del Ministero dell’Economia, delle Infrastrutture, Marina e Turismo Manos Manousakis. In una lettera riportata dal sito iEfimerida.gr, indirizzata al premier Alexis Tispras ed al ministro dell’Economia Giorgos Stathakis, il responsabile afferma che “la politica del governo espressa nel disegno di legge ‘Disposizioni urgenti per il negoziato e la conclusione di un accordo con l’Esm’ rende impossibile la mia permanenza in questa posizione”.

Però alcuni spiragli si aprono per la Grecia sul fronte del taglio o quanto meno della dilazione del debito. La rimodulazione dei termini previsti per la restituzione del debito da parte della Grecia “è certamente un elemento che si può riconsiderare”, ha detto stamani a Berlino Martin Jaeger, portavoce del ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Tuttavia, ”se dovesse condurre a una significativa perdita di valore”, una ristrutturazione del debito ellenico non sarà la soluzione: in quel caso sarebbe semplicemente un ”taglio del debito mascherato”, cosa non conciliabile con il diritto europeo.

Anche il premier britannico David Cameron ritiene che il debito della Grecia debba essere alleggerito, come sostiene l’Fmi. Parlando al question time a Westminster il premier ha osservato che “il principio per il quale ci dev’essere alleggerimento del debito è giusto. E’ nell’interesse del Regno Unito che l’eurozona decida in tal senso”.