Grecia, vertice euro alla 25° ora. Brucia troppo il cerino Default. Ma Merkel gela trattativa

di redazione Bltiz
Pubblicato il 30 Giugno 2015 17:30 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2015 17:44
Grecia, vertice euro alla 25° ora. Brucia troppo il cerino Default. Ma Merkel gela trattativa

Grecia, vertice euro alla 25° ora. Brucia troppo il cerino Default. Ma Merkel gela trattativa

ROMA – Vertice Eurogruppo alla 25° ora: un vertice d’emergenza che si riunisce in serata in teleconferenza per scongiurare il temutissimo default della Grecia. Sul tavolo ci sono due nuove proposte incrociate, quelle giunte nel corso della giornata di martedì. Le richieste avanzate dal premier greco Alexis Tsipras contro l’ultima generosa proposta del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Ma di traverso si mette la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha detto no a un terzo salvataggio della Grecia, prima del Referendum di domenica 5 luglio.

Juncker ha sostanzialmente riproposto ad Atene i termini dell’accordo offerto sabato scorso in cambio di aiuti immediati alla Grecia per scacciare così lo spettro della scadenza di mezzanotte. Per rendere appetibile la proposta Juncker avrebbe anche mostrato un’apertura sul tema che più sta a cuore alla Grecia e cioè sulla cancellazione del debito. Che poi cancellazione non può e non deve essere perché significherebbe stabilire un precedente al quale tutti i Paesi in difficoltà potrebbero appellarsi in futuro. E allora, che fare? L’incontro a mezza strada sarebbe una ristrutturazione del debito, con relativo allungamento delle scadenze e abbassamento degli interessi. In cambio Juncker ha chiesto a Tsipras la firma dell’accordo messo nero su bianco e di propagandare il sì al referendum di domenica. 

Tsipras, dopo un iniziale rifiuto, avrebbe riconsiderato il piano last minute dell’Ue rilanciando con una controproposta più esigente sui termini della ristrutturazione del debito. Chiede due anni di supporto del fondo europeo salva-Stati, assieme a una ristrutturazione del debito. Il testo sarebbe stato mandato dal premier greco a Juncker, Draghi, Hollande, Merkel e Dijsselbloem.

Ma a gelare la trattativa è intervenuta la cancelliera tedesca che ritiene che sia ormai troppo tardi per un’estensione degli aiuti, e in ogni caso bisogna aspettare il referendum. Riferendo ai parlamentari, Merkel ha detto di “non aspettarsi alcuna novità” nel corso della giornata. Per il falco Wolfgang Schaeuble, “Atene resterà nell’euro anche con un no al referendum”.

Quel che è certo è che a poche ore dallo scoccare della mezzanotte, quando scade il piano di aiuti ad Atene e il termine per i rimborsi di 1,6 miliardi di rate che deve per il mese di giugno al Fmi, brucia troppo il cerino “default”. Se lo passano di mano in mano. Tsipras che per ovvie ragioni elettorali non può permettersi di essere colui che ha portato il Paese alla bancarotta. E i vertici Ue che non possono passare per quelli che hanno espulso la Grecia, pena il rinfocolarsi degli euroscettici in tutto il Vecchio Continente.