Grilli: “Cassa integrazione e missioni sono finanziate, non serve manovra”

Pubblicato il 12 Aprile 2013 23:08 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2013 0:20
Vittorio Grilli (LaPresse)

Vittorio Grilli (LaPresse)

ROMA  – ”Non serve una nuova manovra perché abbiamo un bilancio in pareggio”. Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli risponde così, a margine dell’Ecofin di Bruxelles, a chi ipotizza l’arrivo di nuove manovre. Non ci sono spese scoperte, spiega: ”Per la Cig oggi ci sono i soldi – dice – Ci saranno anche per i prossimi mesi, e anche per le spese militari quest’anno ci sono”.

Certo il prossimo governo dovrà decidere se prorogare le missioni e come finanziarle. Ma ci sarà tempo per fare scelte. E soprattutto i conti – come dice anche il ”collega” Corrado Passera davanti agli imprenditori riuniti a Torino – ”sono in equilibrio”.

Notizie positive arrivano dalle statistiche della Banca d’Italia. Cala a febbraio il debito pubblico italiano, pur restando sopra la soglia dei 2000 miliardi. Via Nazionale certifica una riduzione di 5,2 miliardi di euro a quota 2017,6 e una crescita delle entrate di 600 milioni a 27 miliardi (+2,3%). Numeri positivi ma che sono destinati a essere messi di nuovo sotto pressione una volta che inizierà il pagamento dei 40 miliardi di euro di debiti alle imprese, misura che avrà un impatto sul debito (meno sul deficit), portandolo dall’attuale 128 al 130% del Pil.

A causare la riduzione del debito di febbraio, spiega Via Nazionale, è stata la diminuzione di 18,5 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro a 49,6 miliardi, parzialmente controbilanciate dal fabbisogno del mese di 13,1 miliardi. Ma oltre al pagamento dei debiti commerciali, le casse pubbliche devono affrontare anche il conto crescente per aiutare i Paesi dell’eurozona in crisi (Grecia, Portogallo, Irlanda e Cipro).

A febbraio l’onere è tato di 700 milioni per la quota di competenza del fondo salva Stati Efsf, che porta il prezzo complessivo a 43,7 miliardi se si includono anche i prestiti erogati bilateralmente e il contributo al capitale dell’ESM (European Stability Mechanism). Per l’Adusbef il calo del debito ”non deve ingannare” e con il governo Monti il debito pubblico italiano è salito di 7,5 miliardi al mese per un totale di 105,1 miliardi di euro.

Nel periodo novembre 2011-febbraio 2013 il debito pro capite degli italiani è salito a 33.851 con un aumento di 1.764 euro. Una nota positiva, confermata anche dalle ultime giornate, arriva poi dalla crescita degli acquisti di titoli di Stato da parte degli investitori esteri. Nel mese di gennaio sono saliti di 11 miliardi a 677 miliardi di euro (sugli oltre 1.600 del totale) assieme alla quota dei piccoli risparmiatori italiani (da 189 a 204). In crescita anche la quota delle banche italiane (circa 350 miliardi).

Numeri che, secondo alcuni osservatori, sono destinati a salire per via delle misure non convenzionali decise dalla Bank of Japan, che stanno facendo riversare un grande flusso di acquisti sui titoli a più alto rendimento dell’Europa ‘periferica’, fra cui l’Italia. Va ricordato comunque che una buona parte dei fondi classificati come esteri  è comunque riconducibile al risparmio italiano intermediato da gruppi finanziari stranieri.

Il ministro Vittorio Grilli ha poi risposto visibilmente irritato a chi gli chiedeva se il governo stia lasciando spese scoperte: “‘Non abbiamo tenuto i soldi sotto il materasso e tutte le volte che siamo andati a chiedere riduzioni di spesa non è che ci hanno applaudito bisogna essere onesti non si può dire siete stati troppo rigorosi e poi dire il contrario”.

‘ ”La critica che ci fanno è – ha proseguito Grilli –  la mattina siete stati troppo rigorosi, avete tagliato tutto, la sera si dice avete lasciato scoperto questo (cioè spendendo troppo, ndr), allora l’una o l’altra”.