Debiti P.A., Grilli: “Prima paghiamo le imprese, poi le banche”. M5S apprezza

Pubblicato il 28 Marzo 2013 12:47 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2013 12:48
Grilli: "Prima paghiamo le imprese, poi le banche". M5S apprezza

Vittorio Grilli (Foto Lapresse)

ROMA – Debiti della Pubblica amministrazione, “prima paghiamo le imprese e poi le banche”. Non sarà un’operazione senza costi. Il governo potrebbe ”pensare ulteriori tranche da effettuare man mano che le amministrazioni smaltiscono” i debiti pubblici pregressi. Ma almeno in questo modo “immetteremo liquidità nel sistema economico e faremo ripartire più rapidamente la domanda interna già da metà del 2013”: in audizione al Parlamento il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha spiegato i punti del decreto legge per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione. E si è guadagnato l’apprezzamento del Movimento 5 Stelle.

Grilli ha rassicurato le banche: “Sarebbe ”pericoloso introdurre il principio che le banche non vengono pagate. Se si introduce questo principio la possibilità per le imprese di ricevere credito sparisce”.

Grilli avverte che il deficit non può superare il 3% del Pil, è un “limite invalicabile”. Il governo intende usare 0,5 punti di Pil nel 2013 rimanendo sotto questa soglia. Anche se ”non bisogna essere troppo prudenti anche perché ci sarà un impatto positivo sull’economia. Ma è sbagliato utilizzare tutti gli spazi. Chi ha spazi li può utilizzare immediatamente al 50% poi dobbiamo sapere bene tutti i dati delle amministrazioni, diciamo in un mese”.

Anche con il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione l’obiettivo di saldo strutturale dovrebbe essere comunque raggiunto.

“La nostra idea, dice Grilli, è di allentare per i Comuni le regole del patto di stabilità interno e consentire il pagamento dei debiti sulla base degli avanzi di gestione che la maggior parte dei Comuni ha, oppure estendere necessaria cassa per far fronte a pagamenti per chi non ha avanzi”.

”Stiamo cercando di dare la cassa necessaria per spesa pubblica già avvenuta. Non possiamo finanziare nuova spesa. E’ impossibile. Se si vuole andare in questa direzione bisognerà convincere i mercati. Si tratta di un’operazione una tantum che non è una nuova stagione di nuovo finanziamento in deficit ma serve a definire una situazione del passato che non potrà ripetersi perché abbiamo già attivato la direttiva per l’accelerazione dei pagamenti”.

IL MOVIMENTO % STELLE: “BENE GRILLI. SUBITO IL DECRETO” – Il Movimento 5 Stelle apprezza la presa di posizione di Grilli, di ripagare prima le imprese e poi le banche, e chiede un decreto subito. ”Dopo la netta presa di posizione del Movimento 5 Stelle che, sui pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle aziende chiedeva che i 40 miliardi venissero erogati primariamente alle imprese, e che le banche attendessero il loro turno, prendiamo atto con favore” delle parole del ministro Grilli, ”il quale ha dichiarato che sia necessario pensare ad una sequenza prima alle imprese e poi alle banche”, hanno scritto in un comunicato stampa i capigruppo del M5S al Senato e alla Camera Vito Crimi e Roberta Lombardi.

”A fronte dunque delle dichiarazioni del ministro Grilli, ci attendiamo ora la massima trasparenza in Commissione e in Parlamento sulla questione, sottolineano i parlamentari M5S. Riteniamo necessario conoscere in anticipo a quanto ammontano i crediti vantati dalle banche ed attendiamo che venga specificato chiaramente che nella prima tranche dei finanziamenti 2013 la priorità venga data ai pagamenti alle piccole e medie imprese”.

”In relazione alle ulteriori dichiarazioni del ministro Grilli (‘sarebbe pericoloso introdurre il principio che le banche non vangano pagate’), teniamo a precisare che tale principio da noi non è mai stato affermato. Le nostre esatte parole sono state: ‘Le banche dunque, che legittimamente dovranno rientrare per i capitali anticipati agli imprenditori che si erano già rivolti a loro a fronte dei mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, almeno per questa volta attendano il loro turno”’.