Guerra dei coniglietti, vince la Lindt: i risvolti amari del cioccolato

Pubblicato il 29 Marzo 2012 14:12 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2012 14:16

Vietato dalla Lindt il coniglietto di Hauswirth

ROMA – La guerra dei coniglietti, rigorosamente di cioccolato, è iniziata. La prima battaglia l’ha vinta la svizzera Lindt & Spruengli contro la Konditor Hauswirth austriaca. La storica azienda dolciaria fondata nel centro di Vienna da Franz Hauswirth non potrà più vendere i tipici coniglietti pasquali di cioccolato, troppo simili ai “Golden Bunny” della rivale Lindt. La Pasqua 2012 per la Hauswirth è salva, nonostante la condanna per plagio da parte della Corte di Cassazione di Vienna, ma dal 2013 l’incarto dorato con fiocco per il delizioso coniglietto sarà proibito.

La delusione per l’austriaca Hauswirth è forte. Non è stato sufficiente spiegare che l’immagine del coniglietto di Pasqua è universale e che la somiglianza tra le sagome di conigli accovacciati è difficile da evitare. Alla Hauswirth altro non resta da fare che pagare le spese processuali di 56 mila euro, forse un indennizzo alla rivale Lindt e studiare un nuovo incarto con marchio ben in evidenza, per non trarre in inganno il consumatore.

La Lindt sulla questione si è dimostrata intransigente e ribadisce l’assoluta unicità del suo prodotto: “Da 60 anni continua a tenerci compagnia il giorno di Pasqua e durante la primavera, portando allegria, tenerezza e tanta golosità. Incarto dorato, collarino rosso e un vero campanellino lo rendono unico e prezioso”.

Il passaggio del cioccolato da peccato di gola ad oggetto di cause in tribunale è stato rapido. La guerra dei coniglietti non è la prima vicenda che il cioccolato porta in aula. Il tribunale di Taranto ha ospitato il caso di un giovane che nell’agosto del 2009 rubò un ovetto kinder a Montedarena. Il ragazzo, dopo tre anni tra indagini e processo, è stato assolto per non sussistenza del fatto, ma ha dovuto rimandare l’arruolamento in Marina per i lunghi tempi del processo. Non è andata però così bene alla Nutella, condannata dal Tribunale di Francoforte per la sua etichetta “bugiarda” e costretta a cambiarla per evitare le ire delle mamme tedesche di obesi pargoli.

La Hauswirth ha incassato la sconfitta contro la Lindt con apparente tranquillità nelle dichiarazioni ai media, ma nell’home page del proprio sito ha manifestato platealmente tutta la sua amarezza. E così, accanto a due sagome di cioccolato natalizie, ecco che la sagoma del coniglietto “plagiato” appare annerita, con sopra la scritta “Vietato dalla Lindt”. Questi i risvolti amari nel mondo del dolce cioccolato.