Guido Roberto Vitale è morto: era il più grande banchiere d’affari italiano. Il ricordo di Turani

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 6 febbraio 2019 5:48 | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2019 1:56
Guido Roberto Vitale è morto: era il più grande banchiere d'affari italiano. Il ricordo di Turani

Guido Roberto Vitale è morto: era il più grande banchiere d’affari italiano. Il ricordo di Turani

ROMA – Si è spento all’età di 81 anni Guido Roberto Vitale, considerato il più grande banchiere d’affari italiano. Per molti versi precursore e protagonista di operazioni di finanza straordinaria, a partire da quelle di Merger & Acquisition (fusioni e acquisizioni), quotazioni in Borsa e ristrutturazioni finanziarie per aziende centrali nell’economia italiana. Prima con la Vitale & Borghesi (poi passata a Lazard) e in seguito con la Vitale&Co, il finanziere ha lavorato con i suoi collaboratori fino agli ultimi giorni. La società di cui è fondatore e presidente sta seguendo dossier come Astaldi al fianco di Salini Impregilo e Tim per conto del fondo Elliott.

Giuseppe Turani sul sito Uomini & Business gli dedica un ritratto affettuoso:

Un altro grande amico che ci lascia. Ex capo della Lazard Italia si era poi messo in proprio. Era considerato uno dei massimi esperti di finanza in Italia e in pratica il papà di tutti i banchieri d’affari che sono venuti dopo. Ma a colpire in lui, quando ti invitava a cena nei suoi uffici, non era tanto la competenza finanziaria e la conoscenza di quel mondo, quanto il suo senso della storia e della politica.

Di questo amava parlare, più che degli scambi azionari o delle operazioni che aveva portato a termine per De Benedetti o Raoul Gardini. Se ti lamentavi perché in Italia le cose andavano in un certo modo, paziente, spiegava: “Gli inglesi hanno la democrazia da 700 anni”. Nella sua testa, che sapeva elaborare combinazioni finanziarie straordinarie, girava sopratutto un assillo: come avere un paese migliore, magari partendo proprio dal mondo degli affari.

Lo ricordo ancora quando tolse il saluto per mesi e mesi a un amico (e cliente): “Ma ti rendi conto? E’ venuto da me con dei bilanci falsi? Falsi. Non si deve fare e basta”. “E’ inutile che vengano qui a lamentarsi del paese e delle sue regole, se intanto non imparano a fare bilanci corretti. A un finanziere non si chiede di fare la rivoluzione (la faranno altri), ma almeno i conti in ordine. E’ il minimo”.

Questo era Guido Roberto Vitale, l’amico che oggi salutiamo per sempre. Buon vento.