Huawei, la Cina chiede al Canada di bloccare l’estradizione negli Usa di Meng Wandzhou

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 2 Marzo 2019 8:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2019 8:25
Huawei, la Cina chiede al Canada di bloccare l’estradizione negli Usa di Meng Wandzhou

Huawei, la Cina chiede al Canada di bloccare l’estradizione negli Usa di Meng Wandzhou (Nella foto, la lettera aperta apparsa sul Wall Street Journal)di 

MILANO  – La Cina chiede al governo canadese di Justin Trudeau di fermare l’estradizione negli Stati Uniti di Meng Wanzhou, la direttrice finanziaria della multinazionale cinese delle telecomunicazioni Huawei, figlia del fondatore del colosso.

La mossa arriva dopo che ieri, primo marzo, il ministero della Giustizia canadese ha avviato l’autorizzazione a procedere formale per l’estradizione della manager, arrestata lo scorso dicembre su richiesta delle autorità degli Stati Uniti, dove è in corso un’indagine per accertare se il colosso cinese abbia violato le sanzioni all’Iran.

Un mese fa la giustizia americana aveva reso nota una lunga lista di capi d’imputazione nei confronti del colosso cinese e contro la sua Cfo. Meng è attualmente libera su cauzione ma dovrà comparire il 6 marzo dinanzi al tribunale supremo della provincia della Columbia britannica per l’inizio del processo di estradizione. 

Sempre ieri il colosso delle telecomunicazioni cinese aveva comprato una pagina del Wall Street Journal per difendersi dalle accuse di rischi di sicurezza informatica posti dalla sua tecnologia. “Non credete e a tutto quello che sentite. Venite a trovarci”, il messaggio della lettera aperta pubblicata sul maggiore quotidiano finanziario statunitense.

“Vi scrivo nella speranza che possiamo capirci meglio”, ha scritto Catherine Chen, direttore per gli affari pubblici di Huawei. “Negli ultimi anni il governo statunitense ha sviluppato alcune incomprensioni nei nostri confronti”. Nella lettera, Chen ha invitato i media statunitensi a visitare i loro campus e a incontrare i dipendenti del gruppo. “Non credete a tutto quello che sentite. Venite a trovarci”, ribadisce in chiusura la dirigente di Huawei. “Siamo impazienti di incontrarvi”.

Già in passato Huawei aveva svolto campagne mediatiche per tentare di dissipare i dubbi sul gruppo relativi alla sicurezza informatica, con particolare riferimento allo sviluppo delle reti 5G.Il 5G senza Huawei è come il rugby senza la Nuova Zelanda”, aveva scritto il gruppo in una campagna pubblicitaria per i giornali neozelandesi, dopo i dubbi del governo di Jacinda Andern riguardo alla presenza di colosso cinese delle telecomunicazioni nello sviluppo delle reti di ultima generazione. 

Fonte: Bbc