I conti di Roma: il debito arriva a 12 miliardi di euro

Pubblicato il 3 Marzo 2010 13:38 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2010 13:38

Una somma alta, altissima, 12 miliardi di euro. A tanto ammonta, stando a stime in attesa di conferma, il debito finanziario del comune di Roma in gestione commissariale, sommato al debito della gestione ordinaria con prestiti flessibili, alla mole dei contenziosi con i fornitori e non solo, alle partite in sospeso degli strumenti derivati fuoribilancio, agli impegni già assunti per investimenti.

Questo peso grava sul bilancio ordinario della capitale provocando «uno squilibrio di cassa che è l’antefatto che porta al dissesto», come ha riconosciuto candidamente il deputato Pdl(ex An) Marco Marsilio, in occasione della presentazione nei giorni scorsi di un emendamento su Roma al decreto legge in discussione in Aula alla Camera su enti locali e regioni. Provvedimento che entro la fine della settimana dovrebbe terminare l’iter a Montecitorio tramite maxi-emendamento e voto di fiducia.

Il Campidoglio continua a pagare fornitori e onorare i prestiti (le rate di ammortamento dei mutui sono pari a 565 milioni l’anno) e anticipa i trasferimenti dello Stato. L’ultima tranche da 500 milioni, trasferita tramite immobili da valorizzare, ha fatto scricchiolare l’intero impianto della inedita doppia gestione commissariale e ordinaria affidata al sindaco Gianni Alemanno.

La situazione è insostenibile: in mancanza di «trasferimenti stabili e strutturali» dello Stato (500 milioni l’anno a caccia di copertura annuale) il comune non riesce ad ottenere dalla cassa depositi e prestiti un’anticipazione da circa 2 miliardi per sanare i conti del passato con fornitori sempre più agguerriti e azioni giudiziarie giunte in fase esecutiva.